26 settembre 2017

DGR 2017 more on




























Harley Davidson, Ducati, Vespa, Bmw, Honda, Triumph, Gilera . . . .nuove e vecchie, artigianali o in serie, originali o modified: ogni tipologia di moto, al DGR 2017, era ben rappresentata. Nonostante qualcuno non veda di buon occhio questo evento, etichettandolo a priori come modaiolo e fighetto, posso assicurarvi che domenica di motociclisti veri ne ho incontrati parecchi. Che poi il dreescode richiesto stimoli ilarità e simpatia è un altro affare, che nulla ha a che vedere con la passione per la moto. Personalmente mi sono presentato in abiti civili e ho colto l'occasione per incontrare e salutare tante facce amiche.
Per inciso, l'evento nasce a scopo benefico: le migliaia di euro donate per la ricerca al cancro sono la risposta secca alle critiche dei soliti puntadito che si fermano al carattere bizzarro del vestiario richiesto.


See you next year!!!




25 settembre 2017

More on DGR 2017






Una bella sporty con qualche anno sulle spalle: la proprietaria, una ragazza, dimostra di saperne in fatto di moto con stile. Davvero nulla da eccepire, se non i soffietti oversize: filtro, scarico e colorazione invece sono di primo livello.



More photos coming soon . . .






DGR 2017 feat Best Of








Il Distinguished Gentleman'Ride è un evento particolare, organizzato per la prima volta in Australia, a cui possono partecipare solo moto speciali e guidate da motociclisti distinti ed eleganti: d'obbligo bombette, cravatte, tweed e doppi petti. Baffi e barbe ben curate sono il giusto corollario. Non a caso il motto del raduno riprende scherzosamente il celebre “Live Fast - Ride Slow” cambiato in "Live Tweed & Ride Drapped". Si tratta di un raduno "mondiale" che si svolge in contemporanea in numerose città del mondo, quest'anno ben 500, con l'obiettivo di superare il numero di partecipanti complessivo dello scorso anno, ben 56.000 e sembra proprio che il record verrà non solo battuto ma addirittura demolito: saranno in circa 70.000 i motociclisti partecipanti. Lo scopo del raduno è nobilissimo: raccogliere fondi per la ricerca sul cancro alla prostata, inoltre parte del ricavato verrà anche devoluto in favore della prevenzione dei suicidi maschili. L'obiettivo degli organizzatori è alto: 5.000.000 di dollari. 


Nelle immagini la moto che più di tutte mi ha esaltato: il fantastico K di Simone di Rat Bike Service. Proprio questa moto (la madre ideale delle nostre sporty) sarebbe dovuta essere presente al nostro meeting, ma problemi dell'ultimo minuto le hanno impedito di essere ammirata su uno dei bancali. Tornando al DGR: tantissime moto di marchi diversi, di epoche e stili diversi e sopratutto tantissimi amici da incontrare, salutare, rivedere.


More photos coming soon . . . 








22 settembre 2017

A caccia di Sporty feat In corsa!





Anche quando sono in sella, non perdo l'occasione di scattare qualche foto, di fare inseguimenti o immortalare le nostre sporty; questa modified color verde acceso, scovata in circonvallazione interna a Milano, è molto bella nella sua semplicità!!!




Stay tuned . . .






J-AX SPORTSTER HARLEY-DAVIDSON






Ho provato in tutti i modi ad invitarlo al nostro meeting di giugno, scrivendo messaggi sulla sua pagina ufficiale e su quella di facebook, ma nulla da fare. Il mitico rapper J-Ax, possessore da anni di questa sportster, non è stato dei nostri. 

Peccato, perchè oltre al personaggio anche la sua moto ha carattere e riconoscibilità; avvistata qualche giorno fa presso una nota concessionaria, ho colto l'occasione per scattare un paio di foto. Un forty eight mild customized, in cui la grafica la fa da padrona e spicca su tutto (da notare la decal ad hoc con la scritta since 1992, anno di debutto sulle scene del nostro e il claim live free write hard sul tank) : come non notare anche le casse posizionate sul manubrio.




Un cantante del suo livello e carisma non poteva che scegliere una sporty. . . 

21 settembre 2017

A caccia di Sporty






Nonostante il blog fosse chiuse per ferie, non sono riuscito a perdere la sana abitudine di immortalare le sporty che incrociavo sulla mia strada e che, per un motivo o per l'altro, sono riuscite ad attirare la mia attenzione. 





Stay tuned . .  .and keep on sporty ever.






Some Kind of Sporty feat Faak 2017









Stay tuned on . . .



20 settembre 2017

THE REAPER FEAT MASSY AND WAKA'S BIKE





STEP 2


E' giunto il momento di dedicare un post ad una delle protagoniste dello Sportster Meeting 2017; la The Reaper di Massy, che ringrazio per aver scritto il testo che segue e per aver partecipato al nostro evento.

La passione per le Harley Davidson ha inizio in giovane età, intorno ai 10 anni, quando vidi per la prima volta la serie televisiva  Renegade. Lorenzo Lamas  non guidava uno Sportster, è vero, ma ai tempi non conoscevo modelli e allestimenti e la mia cultura sull’argomento si basava solo su ciò che vedevo sullo schermo. Solo nel 2011 mi fu possibile acquistare il mio primo e tuttora unico Sportster, un 1200 xl custom del 2002: lo volevo a carburatore, totalmente cromato e senza silent block. Trovai la moto grazie ad un caro amico biker, di qualche anno più grande di me, di nome Andrea appartenente al SS33 Sempione che purtroppo qualche anno fa è venuto a mancare a causa di un brutto male: anche per questo ricordo ho un legame indissolubile con il mio chopperino.

Appena preso decisi di fare un tagliando e i controlli ordinari presso un'officina specializzata della mia zona dove mi proposero (e purtroppo io accettai) un potenziamento del motore. Al ritiro la moto starnutiva, suonava come un fottuto scooter e le prestazioni non erano per nulla cambiate. Era il periodo ferie e l’officina chiuse il giorno dopo. Alla riapertura tornai per lamentarmi e con gran stupore trovai un'altra gestione. Potete immaginare come mi sentivo; avevo la moto dei miei sogni ma appena la accendevo passava tutta la magia. Per fortuna tramite un ragazzo conosciuto a lavoro ho incontrato Marco di Waka’s Bike di Lecco e li fu la rinascita sia del mio Sportster che del mio umore. In primis risolse definitivamente i problemi al motore facendolo tornare a ruggire, poi iniziammo la personalizzazione abbassando il retrotreno, cambiando le gomme ormai usurate con delle Avon Venom banda bianca, modificando frecce, fanale, parafango posteriore, sella mono, manubrio, scarichi, contakm e montando una forcella springer paucho, nella versione finale sostituita con una replica WLA.

Ma le disavventure non finiscono e durante un viaggio in direzione mare l’accensione elettronica (una Screamin Eagle montata dal precedente proprietario) decide, tra suggestive sfiammate dagli scarichi di abbandonarmi. Dopo questo episodio in molti mi consigliarono di liberarmi della moto: ma come scritto sopra ne sono troppo legato per farlo. Il problema fu tempestivamente risolto da Waka’s e proprio in questa occasione iniziò a parlarmi dell’eventualità di una trasformazione più radicale (rigid attitude). Mi illustrò tutti i pro e i contro del progetto, evidenziando la circostanza che se avessi accettato non mi sarei più limitato a viaggiare sulla striscia d’asfalto ma l’avrei letteralmente sentita sotto le chiappe. E cosi nell’inverno 2013, dopo mesi passati a studiare, provare, immaginare, cambiare, decidere, nacque quella che chiamo THE REAPER in onore alla mitica figura del mietitore.

Da allora macino km senza troppe menate o problemi di sorta. Con il mio 8 litri ho un autonomia media di 170 km in autostrada e poco meno in strade urbane. Definirla una moto da viaggio o comoda è un azzardo ma basta prenderla per quello che è ed essere coscienti dei suoi limiti e nulla diventa impossibile. E' comunque un mezzo agile, a suo modo divertente e grazie alla seduta bassa e le braccia al cielo, starci in sella è sempre suggestivo. Giro la chiave nel blocchetto, ascolto il suo battito irregolare, do gas e rallento la frenesia della vita quotidiana . . .questo il potere della THE REAPER 💣💣



19 settembre 2017

Flat Track 750 at Faaker See









Una precisazione importante; la 750 nelle sue declinazioni standard e street rod, non sono da considerarsi sportster e per questo non troveranno e non hanno mai trovato spazio su questo blog, fino ad oggi. Faccio un eccezione solo in questa occasione: una decina di moto preparate in chiave short track erano presenti all'interno del circuito dedicato, nella zona denominata harley village in quel del Faak 2017. Durante l'evento austriaco giornalisti prima e dealer poi hanno avuto la possibilità di girare con queste moto nell'ovale: purtroppo il meteo non ci ha consentito di vedere in azione le motorette e i piloti del caso. Nonostante le modifiche in chiave flat, che sapete apprezzo, questo modello continua a non convincermi fino in fondo. . .