Visualizzazione post con etichetta Pensieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pensieri. Mostra tutti i post

06 maggio 2026

WELCOME BACK SPORSTER ___ ??????


Notizia apparsa sui canali social della rivista Lowride e che ci auguriamo con tutto il cuore, per noi e per la Motor Company, sia vera. Il nuovo amministratore delegato di Harley-Davidson Artie Starrs ha annunciato ufficialmente che lo Sportster raffreddato ad aria sta per tornare. A quanto parte i tecnici di Milwaukee hanno lavorato negli ultimi due anni per adeguarlo alle norme più recenti sulle emissioni e il prezzo si attesterà negli USA attorno ai 10.000 dollari. Tutti i dettagli verranno resi noti entro la fine dell’anno.

Ma non avevano ceduto disegni, impianti e progetti al gruppo Shineray? Chi vivrà vedrà, per ora ci limitiamo ad incrociare le dita.

24 aprile 2026

COSA RESTERA' DEL CHICANO, CLUB, PERFORMANCE: OLD SCHOOL NEVER DIES






Cosa resterà delle tendenze performance, club o chicano: fra dieci anni come appariranno ai nostri occhi le special imbastite in questi stili tanto in voga ai giorni nostri? Saranno considerate vecchie, desuete al pari del bagger style con ruote anteriori dal diametro esagerato oppure entreranno nella categoria dei classici come lo Scrambler, il Cafe Racer o l'Old School. Io un'idea me la sono fatta e penso che il club e performance in modi diversi stiano salvando il settore. In merito al chicano invece ho un pensiero diametralmente opposto. Ne parleremo approfonditamente quanto prima.

Osserviamo la sporty in foto: old school never dies. Mai frase fu più azzeccata. Fatemi sapere il vostro pensiero a riguardo: lasciate un commento.

04 marzo 2026

STIAMO CERCANDO IL VOLTO FEMMINILE DI DUECILINDRI MAGAZINE

Stiamo cercando il volto femminile di Duecilindri Magazine. Se sei una ragazza, maggiorenne, che ama il mondo delle moto e ti piace stare di fronte a una telecamera, mandaci un tuo video di presentazione in direct sul nostro profilo instagram @duecilindri_ o via e-mail all’indirizzo redazione@duecilindrimag.com, autorizzandoci alla pubblicazione sui nostri canali social. 

Raccontaci chi sei, le tue ambizioni, la tua esperienza nel mondo delle moto e soprattutto perché vorresti diventare il volto femminile di Duecilindri Magazine. 

La vincitrice avrà la possibilità di presenziare ad alcuni eventi selezionati nel corso della prossima stagione e imparare tutti i trucchi del mestiere, grazie ai preziosi consigli di Davide Trotta. Inoltre potrà partecipare gratuitamente a un corso di guida basilare/sicura/avanzata, a seconda del livello di esperienza e che abbia già o no la patente A. Il corso sarà tenuto da un pilota professionista, istruttore presso una delle più conosciute scuole di pilotaggio, nostro partner. 

Cosa aspetti, se pensi di essere la persona giusta, prendi il cellulare, schiaccia rec e mandaci la tua candidatura video.

02 marzo 2026

RMCR CONCEPT _ LA COSA SI FA SERIA









Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi proprio su queste pagine, oggi abbiamo altre novità in merito alla RMCR, concept su base Harley-Davidson Pan America liberamente ispirato alla mitica XLCR. Proprio nel fine settimana questi scatti sono stati pubblicati sui profili ufficiali della Motor Company. LA COSA SI FA SERIA: che sia una semplice operazione di marketing o un tentativo di sondare la risposta del pubblico per una eventuale messa in produzione, non lo possiamo sapere. Personalmente la trovo una bella proposta: forse avrei montato collettori e terminali neri, forse avrei evitato i mezzi manubri, forse avrei allungato un pochino il codino, messo una seduta a bottoni e forse avrei scelto una forma più simile all'originale di fine anni settanta per il raccordo delle teste (dove un tempo c'era il filtro per intenderci). Lo abbiamo scritto mille volte: attingere al proprio passato per affrontare il presente. Mai come in questo caso la casa di Milwaukee ci ha preso alla lettera.

25 febbraio 2026

RMCR CONCEPT PAN AMERICA 2026



All'ultima edizione del Mama Tried Show, evento in scena lo scorso fine settimana, ha incuriosito la presenza di questo concept su base Pan America dal nome RMCR, acronimo di Revolution Max Cafe Racer. Un mezzo che si ispira chiaramente alla mitica XLCR disegnata a fine anni settanta da Willie G Davidson. Dalle poche info che abbiamo trovato in rete, sembrerebbe opera della Motor Company, ma al momento non abbiamo certezza se sia una semplice operazione promozionale o un tentativo di sondare il terreno in vista di una futura commercializzazione. Purtroppo le foto, di scarsa qualità, sono le uniche che si trovano in rete. Fateci sapere cosa ne pensate dell'idea e del risultato: vi piacerebbe vederla in listino? Potrebbe avere successo se supportata da una adeguata strategia di marketing? 

13 febbraio 2026

GRAZIE A TUTTI ____________


Uso questa immagine, che ritrae Gigi con indosso la giacca con tutte le otto patch di Sporty Meeting per ringraziarvi per la stima che avete dimostrato attraverso i tanti commenti qui sul blog e sui social. Ne riporto solo alcuni.

  • Sono stato della Crew per la prima volta nel 2024 e confermo le parole di Paolo. Un vero meeting per appassionati in un'atmosfera unica. È stato bellissimo viverlo dal di dentro oltre che come partecipante e amante della Sporty nella sua edizione più Sport. Paolo, ottima la tua idea di un ritorno alle origini
  • Mi dispiace che non ci sarà più questo evento. Per me è stato proprio un EVENTO. La passione x questo modello ma anche x tutte le custom in generale, mi aveva portato a Grazzano. L’ho vissuto come vivrebbe una bambina il suo primo ingresso in società, oltre che da semplice spettatrice quando non avevo la mia sportster. Ho partecipato a due edizioni, cioè da quando ho saputo che esisteva questa fantastica giornata. Ho la sportster da poco più di due anni ma capisco cosa intende Paolo quando dice che ha raggiunto l’apice e rispetto la sua scelta. Mando un sentito ringraziamento a tutti e spero in un arrivederci da qualche altra parte, se non proprio a Grazzano.
  • Mi spiace leggere questa notizia Paolo, ma la tua spiegazione è stata più che chiara, quindi non si può che condividerla. Mi spiace solo non essere riuscito a partecipare nel 2016 quando avevo finito la mia Sportster special, ero in viaggio per l'evento e ricevetti la telefonata di mia madre che mi diceva che mia nonna era venuta a mancare. Mi ricordo bene però le giornate passate insieme chiamate "Andiamo a farci un giro" come quando andammo a Lugano agli Swiss Days. Una bellissima formula, pochi appassionati, poca organizzazione e molta voglia di stare insieme, forse è davvero quello lo spirito giusto a cui tornare. Se lo fai dimmelo che ricompro una Sportster.
  • Non ho la Sportster ma abito a Piacenza e nel mio piccolo sono venuto spesso alla manifestazione, pure come partecipante della Italy500Miles che un anno fece tappa li. Per quel che vale l'opinione di uno dei tanti volevo fare i complimenti a te e a tutta la tua crew per l'ottimo lavoro svolto e i miei migliori auguri per il tuo futuro, qualsiasi esso sarà.
  • Per chi ne comprende il vero significato Sporty Meeting vivrà sempre...che sia in un parcheggio o a bordo strada, in un pub, in una piazza o in un tragitto condiviso. Sono il credo e la passione in questo mondo le vere essenze di un evento che nel tempo è sempre cresciuto e ci ha regalato fantastiche emozioni...che dire mitica Crew e mitico Paolo..lo Sporty per noi non morirà mai! Sempre on the road!!! Un abbraccio ragazzi!! 
  • Lo Sporty Meeting è sempre stato l’espressione più autentica della passione che ci avete messo tu e tutta la crew. Nulla di costruito, nulla di forzato, solo voglia vera di creare qualcosa di qualità per chi ama davvero queste moto. La scelta di fermarsi adesso è coerente con questo spirito. Meglio chiudere quando senti di aver dato il massimo, quando l’asticella è alta e l’identità è ancora intatta. In otto edizioni avete fatto qualcosa che in pochi possono dire di aver fatto, partendo solo da un’idea e trasformandola in un punto di riferimento. Quello che avete costruito resta, ed è la cosa più importante. Il segno è stato lasciato, ed è un bel segno. 
  • Sono venuto a Grazzano se nn ricordo male nel 2018, ho pensato "madonna ma è fantastico!!"...ti ho conosciuto quando il blog era agli albori con la Betty e incontrato davanti a Numero Uno, tanti complimenti per tutta la passione che hai messo in questi anni...detto ciò, il parcheggio di San Siro ti aspetta, sono sicuro che lo riempirai.
  • Come tutte le belle cose finisce. Per molti anni ho vissuto e molto gradito questa manifestazione abitando in provincia di Lucca ho potuto godere di questo raduno gradevolissimo la consideravo la rivalutazione dello sportster perchè l'ingresso era riservato solo al modello sopra citato. Un peccato.
  • Gran peccato era una bellissima manifestazione un ritrovo per veri appassionati di sporster ritrovavo tanti amici e ho passato dei fantastici sabati , peccato veramente che non ci sia neanche quest'anno ma spero tanto possa ritornare , grazie comunque dei bei momenti passati assieme.
  • Bravi, anzi bravissimi! Senza nulla togliere a Grazzano (magnifica), la mia edizione preferita è stata l'ultima in Valsassina, perché era più "pane e salame" e soprattutto per arrivarci si facevano due curve in montagna (che' alle nostre motorette piace tanto). Grazie per quello che avete fatto. 
  • Avete creato un evento che rimarrà unico nel suo genere per i tanti sporteristi italiani. Ho risposto con entusiasmo alle vostre iniziative dal primo Sportster Run 2014 al ultimo Sporty Meeting senza dimenticare la bella iniziativa dello Sporty liberation run nel periodo covid o Andiamo a farci un giro. Mi dispiace per la decisione e spero che in futuro ci siano nuove iniziative per ritrovarci.
  • E adesso come farò a dirti "ci vediamo al meeting" quando ti incontrerò in corso Sempione?  Quando ho comprato la mia prima harley (moto che ho sempre amato anche prima di averne una) ed ho partecipato al mio primo meeting è stata la scoperta di un nuovo mondo. Ricordo di esserci venuto da solo, con un tempo da lupi, ed è stata l'occasione di conoscere un sacco di persone, alcune delle quali sono diventate grandi amici. Sono d'accordo con la tua affermazione che le cose è giusto che finiscano quando sono all'apice del successo; solo così potremo averne degli ottimi ricordi. Sono certo che qualsiasi cosa vorrai inventati avrà grande successo.
  • Caro Paolo, ti conosco da un po' di anni, e concordo pienamente in quello che hai scritto, forse perché vivo il tuo stesso principio. Anche le cose più belle devono avere un inizio e una fine. Altrimenti rimane una minestra riscaldata. E una cosa che tocca ogni età, ogni situazione, anche sentimentale. Trovare nuove idee, reinventarsi, mettersi in discussione è alla base di una vita che non si accontenta di vivacchiare. E sposo in toto anche la tua visione in merito ai premi di certe manifestazioni. Certe persone si accorgeranno fra qualche anno, quando in fiera non ci andrà più nessuno. Anche il sottoscritto riparte da zero, la differenza tra noi due, è che dispongo di più tempo adesso, non in senso assoluto. Magari facciamo un raduno on the Road in giro per l'Italia. 
  • Sono su un harley da oltre 20 anni. Ho conosciuto Paolo quando ha preso la prima moto, ho avuto il privilegio di presentare una edizione dell’evento, siamo tutti grandi appassionati, e posso solo dire chapeau, ha fatto della sua passione un qualcosa di incredibile nonostante io andassi in moto da molto prima, lui ha voluto omaggiare qualcosa di se e della sua personale passione nella condivisione, guadagni o meno che eventualmente ci siano stati è irrilevante niente avrebbe spinto qualcuno ad organizzare così tanto, con impegno tempo e sacrificio avendo famiglia e un lavoro principale, tradotto questo è il vero significato, di chi ama le harley e cosa rappresentano soprattutto le sportster. Potevo scrivere o non scrivere questo commento, ma sapete a scrivere e commentare siamo bravi tutti, invece chi fa merita un plauso, anche chi decide di chiudere un capitolo.

10 febbraio 2026

SPORTY MEETING _ I MOTIVI DELLO STOP


TUTTE LE AVVENTURE, ANCHE LE PIÙ BELLE, DEVONO AVERE UN INIZIO E UNA FINE. LO DICEVA SEMPRE MIO NONNO ELISEO: BISOGNA SAPER MOLLARE QUANDO SEI AL MASSIMO, QUESTO È L’UNICO MODO PER LASCIARE UN RICORDO INDELEBILE.

Ricevo un messaggio da Marcello che mi scrive se quest’anno faremo lo Sporty Meeting; alla mia risposta negativa il ragazzo risponde che è molto dispiaciuto perché da oltre vent’anni è un vero sporty addicted. La conversazione continua e gli chiedo quale è stata per lui l’edizione più bella tra quelle a cui ha partecipato. Purtroppo, mi dice, non è mai riuscito a venire. Per la cronaca il nostro amico vive in Toscana e non in Patagonia. Meno male che era un grandissimo enthusiast, penso tra me e me. Premessa tra il serio e il faceto, per illustrarvi i motivi per cui abbiamo deciso di stoppare la manifestazione dedicata alle piccole di Milwaukee anche per il 2026. Nel 2025 invece fu un lieto evento a impedire il regolare svolgimento della kermesse. Per il futuro, si vedrà

Perché Sporty Meeting si ferma quindi? In primis perché pensiamo di aver fatto il massimo possibile considerando le nostre forze, risorse e possibilità. In otto edizioni abbiamo raggiunto obbiettivi che, quando siamo partiti nel 2016 non avremmo mai neanche lontanamente immaginato di raggiungere. Non è mai stato un evento a scopo di lucro, questo deve essere chiaro; tutto è stato mosso dalla nostra passione. Abbiamo raccolto oltre 4.000 sportster nel 2024 senza contare gli altri modelli nel parcheggio esterno e abbiamo avuto il privilegio di essere  supportati da aziende del calibro di H-D Italia, Parts Europe, Andreani, Metzeler, MBE e Rebuffini, quest'ultimo al nostro fianco fin dal 2016.

Nella corte vecchia di Grazzano Visconti presenziavano solo stand di alto livello: oltre ai citati main partner anche 70’s Helmets, Gimi Creations, Zard Exhaust, Vperformance, Roy Rebel, Wild Hog, Pedrali Wheels, Reparto Sportivo, Fg Racing, Jonich Wheels, Welcome Riders, Kustom Family, 4Dealer, e l’elenco potrebbe andare avanti. Espositori che solo le grandi manifestazioni possono vantare. Abbiamo ospitato le più belle special ei migliori conservati di dealer, officine, privati e, nel tentativo di inserire contenuti nuovi ogni anno, abbiamo animato Demo Ride ufficiali grazie a H-D Parma e H-D Pavia, I Duri Del Tassello (giro in offroad di taglia XL) ma anche il Fettucciato Race Show e il Villaggio Adventure dedicato a Pan America o lo Sturgis Corner. Nel nostro palmares vantiamo arrivi da Francia, Olanda, Inghilterra, Spagna, Repubblica Ceka. Per il sottoscritto, Jurij e la crew tutta l’obbiettivo è sempre stato quello di riunire per qualche ora tutti gli appassionati del nostro modello preferito (ecco spiegata la dicitura meeting) e non organizzare un raduno: di raduni è pieno il calendario. 

Tra le note dolenti invece il constatare che molti che si definiscono appassionati siano venuti una volta sola oppure vedere che il più delle volte salvo rare eccezioni le moto premiate non tornassero. Sembra che la passione venga espressa più sui social  attraverso una tastiera che nel concreto in occasioni ghiotte come la nostra. Il pubblico in vero ci ha sempre premiati e l’affluenza in costante crescita: ma non è mai stata questa la cartina di tornasole. Quando però ci sentiamo chiedere se cambieremo location oppure se ci sarà una band heavy-rock sul palco a suonare, vuol dire che si è perso il focus dell’iniziativa

Detto questo, la grande notizia non è che Sporty Meeting non ci sarà nel 2026 ma che un gruppo di semplici appassionati, non un impresa, non un Mc, non un moto club ha messo in piedi per otto edizioni una kermesse unica nel suo genere, in una location prestigiosa come quella di Grazzano Visconti, grazie a Max Brun. Se guardo indietro non posso che essere orgoglioso e penso che sia meglio chiudere quando sei al massimo della forma, quando credi di aver raggiunto il tuo apice

Magari torneremo alle origini, forse un incontro in una piazza o in un parcheggio in puro stile giapponese, solo per vedersi dal vivo e parlare delle nostre moto, di modifiche, di tragitti da fare; perché questo è per noi il senso di sporty meeting

Un grazie speciale a Jurij Re Cecconi, senza il quale non mi sarei mai imbarcato nell'organizzazione di un evento del genere, grazie a Max Gasparetto per il prezioso supporto, a Max Brun per l'aver sempre creduto in noi e averci messo a disposizione una location pazzesca, grazie a tutti i ragazzi della Duecilindri Crew, da sempre colonna portante di Sporty Meeting

25 novembre 2025

SE VINCONO TUTTI, NON VINCE NESSUNO _ OGGI SONO POLEMICO _ NUOVA RUBRICA

Inauguriamo una nuova rubrica che abbiamo voluto chiamare “OGGI SONO POLEMICO”, spazio nel quale, di volta in volta, tratteremo tematiche del tipo “cose che pensano in molti ma che in pochi hanno il coraggio di dire”

Per la nostra prima volta parliamo non tanto di bike show, tema a cui dedicheremo un capitolo ad hoc, ma di targhe e premiazioni. Affrontiamo l’argomento a poche ore dalla conclusione del Rombo di Tuono ma ci teniamo a precisare che quello che segue è un discorso valido per tutte le manifestazioni e non solo per quella bresciana: quindi nulla di personale con la kermesse di Corrado Comanzo al quale peraltro facciamo i nostri complimenti per il successo della 21^ edizione. Ma torniamo a noi. 

Scrollando le immagini del day after, ci siamo imbattuti in tantissime foto di customizer che mostrano orgogliosi le targhe ricevute, alcuni addirittura quattro-cinque riconoscimenti.

Il messaggio che passa, alla fine, è che HANNO VINTO TUTTI. Provate a vedere con attenzione i social e converrete con me. Ci tengo a sottolineare che la qualità delle special, in questa nostra riflessione, non c'entra nulla: il livello dei nostri preparatori è altissimo. Ma se per assurdo, ci sono settanta moto in gara e cinquanta vengono premiate, ditemi voi che gusto c'è? Se nell'arco di un anno, un preparatore, tra raduni, fiere ed eventi porta a casa venti targhe, ditemi voi che gusto c'è?

Non sarebbe più figo, più credibile, più stimolante anche per gli stessi bricoleur se ci fossero in palio pochi premi di valore e di conseguenza pochi vincitori. Non sarebbero più orgogliosi e soddisfatti in caso di vittoria?

Tralasciando il BEST OF e qualche special prize mirato, gli altri premi sembrano quasi contentini, un escamotage per evitare tutte le polemiche che sovente accompagnano i risultati dei contest. Perchè qui in Italia specialmente, se uno perde si lamenta, ma se vince anche una targhetta minore, è più facile che faccia buon viso a cattivo gioco salvo rarissime eccezioni come il nostro "amico Marcello" (LEGGI QUI).

Più premi ci sono, meno valgono, una regola che si applica a tutto; meno biglietti disponibili per un concerto più costano, meno copie originali di una prima edizione di un libro sul mercato e più valgono . . . .potremmo fare migliaia di esempi. 

Ovviamente capiamo anche il punto di vista degli organizzatori che vogliono accontentare un pò tutti i loro customizer/espositori/clienti, ma così facendo è il concorso che perde valore. Se vincono tutti, nessuno vince davvero. 

Fateci sapere cosa ne pensate e scriveteci se avete qualche argomento adatto per questa rubrica, una rubrica senza peli sulla lingua. 

11 novembre 2025

HARLEY-DAVIDSON PARMA CHIUDE I BATTENTI

Mi era giunta voce ormai da qualche settimana, ieri il comunicato ufficiale. Con la fine dell’anno chiuderà la concessionaria Harley-Davidson Parma di Roberto Demalde'. In verità avevo avuto sentore già a settembre: di solito Roberto mi chiamava per coordinarci sulla data di Sporty Meeting Italia così da evitare accavallamenti con la ITALY 500 MILES. Quest'anno non si era fatto vivo e avevo pensato che la circostanza fosse quantomeno strana.

Per inciso il Parma Chapter continuerà ad esistere come sempre accade in questi casi: Mantova, Savona, Como etc etc . . . .il gruppo H.o.g. di Parma si appoggerà ad un nuovo dealer o ad una concessionaria già esistente e potrà continuare ad organizzare il suo evento annuale. Sempre da voci di corridoio non è esclusa una nuova apertura nella medesima provincia tra Parma e Piacenza.

Con Roberto ho avuto modo di collaborare e non posso che dire bene del suo operato: ho anche apprezzato molte delle sue preparazioni Sportster. Ogni volta che ci sentivamo riferiva che gli affari andassero bene per cui non è detto che la chiusura della concessionaria sia dovuta a scarsi risultati economici. Magari si è semplicemente stancato, oppure vuole godersi la pensione e dedicarsi alle sue passione.

Pubblicato il comunicato non sono mancati commenti, la maggior parte condivisibili: c'è chi accusa la Motor Co. di affidare la propria immagine a giovani influencer molto poco esperti e chi scrive che la colpa è dei modelli sempre meno appetibili e più costosi.

Di certo in un paese come il nostro, la mancanza del mitico Sportster ha pesato come un macigno. Lo Sportster era la entry level nel mondo Harley, un mezzo ricco di fascino, storia e una grande indotto per officina, accesori e merchandise. Non posso che fare un grande augurio Roberto, Laura Bonanno e Thomas Demaldé e ringraziarli per la fattiva collaborazione di questi anni.

29 ottobre 2025

IN MEMORIA DI CARLO TALAMO


Il 29 ottobre 2002 muore Carlo Talamo. Uno schianto sulla strada del ritorno verso casa e la fortuna, che pure gli era stata amica tante volte, lo ha tradito. Aveva 50 anni. Era in moto a mezzogiorno nei pressi di Viareggio. Era in moto perché Carlo era un motociclista vero, non un venditore di moto, anche se tanti, senza conoscerlo, urtati dalla sua spavalderia e dalla franchezza con cui era uso trattare tutto e tutti, pensavano che il suo dichiarato amore per questo veicolo non fosse che un espediente commerciale per vendere più Harley Davidson prima, e più Triumph poi. Oggi vogliamo ricordarlo, riproponendo il servizio di Duecilindri Magazine, della serata evento "Il Numero Uno" promossa da Damiano Roncaglioni, con tantissimi interventi e ricordi di amici, collaboratori e clienti ___ da Marzia Ogna a Federica Moschiano passando per Guglielmo Zappa, Nicola Martini, Nicola Papa, Carlo Magnoni, Nick il Conte, Alberto Poggi e molti altri ancora.

24 ottobre 2025

SE NON SI OSA NON SI INVENTA NULLA DI NUOVO _ PAN AMERICA CLUB STYLE VS PERFORMANCE BAGGER


Le grandi idee, le novità, le tendenze nascono sempre da chi ha il coraggio di osare, da chi ha la voglia di mettersi in gioco senza ripetere a memoria il compitino già scritto dagli altri. Andare sul sicuro da un lato, sperimentare dall'altro con tutti i rischi del caso. 

Prendere un Pan America vestirlo performance bagger o club style non si era ancora visto. Che fare??? Premiare chi cerca strade non battute o limitarci a giudicare il risultato finale sicuramente discutibile? Pubblicate sui social nei giorni scorsi queste due preparazioni sono state bocciate senza pietà. Forse, se non le capiamo è un nostro limite? Forse non siamo di larghe vedute? 

Sono sicuro che il primo che montò un cerchio anteriore su una touring e diede il via al fenomeno bagger ricevette gli stessi commenti negativi. E ancora, ricordate quando ebbe inizio la tendenza performance bagger e molti sostenevano che cercare di rendere performanti delle moto di oltre 400kg era una cosa senza senso? 

In sintesi, d'istinto stroncherei queste due special, dall'altro potrebbe essere l'inizio di un nuovo trend . . . 

09 ottobre 2025

RP MOTORCYCLE _ COMING SOON _




Se bazzicate gli eventi custom lo avrete sicuramente incrociato: un tipo come lui non passa inosservato. Attenzione però perchè il più delle volte la sua presenza è dettata da motivi lavorativi più che ludici anche se ama, vive, respira da sempre il nostro mondo. Proprio ieri la troupe del programma ideato da Davide Trotta ha trascorso una giornata con Roberto Pellegrino per farci raccontare la sua storia e quella della RP Motorcyle, attività dedita al trasporto, movimentazione e logistica moto.

Roby è un profondo conoscitore della materia e ama personalizzare le sue moto: tra le tante la più nota è sicuramente la Carbon Bluster, una special che ha fatto incetta di premi ed è considerata tra le migliori preparazioni in chiave club style. Nella prossima puntata di Duecilindri Magazine, questo e molto altro.


17 settembre 2025

MOLTO INTERESSANTE _ REVOLUTION MAX PROJECT


Sandalo tedesco a parte, trovo queste immagini particolarmente interessanti. Scattate all'edizione del Faaker appena conclusa, ritrae una special motorizzata Revolution Max davvero accattivante. Non vorrei sbagliare ma la base di partenza parrebbe essere il Pan America. Una sorta di BRONX, il modello Harley-Davidson pubblicizzato ma mai arrivato nelle concessionarie black & orange. Il nome del progetto è DREAMACHINE ed è stato premiato in terra austriaca. Non so voi ma a me per alcune cose ricorda le Buell del periodo a traliccio. Fatemi sapere cosa ne pensate.

15 settembre 2025

AROUND THE WORLD


Un mezzo che è una presenza fissa del Bike-Show del Faaker: me la ricordo esposta anche nel 2017, l'ultima edizione a cui ho partecipato personalmente. Non sono però riuscito a trovare in rete informazioni dettagliate sul proprietario e la sua storia (lo vedete ritratto in foto); quello che so per certo è che in sella a questa Sportster ha fatto letteralmente il giro del mondo. Bella o brutta poco importa: la moto merita di suo per la tenacia e i chilometri percorsi. Se qualcuno di voi ha notizie più precise . . . 

12 settembre 2025

PERCHE' ALCUNE STORICHE CONCESSIONARIE HARLEY-DAVIDSON AMERICANE HANNO CHIUSO???


La recente ondata di chiusure di concessionarie Harley-Davidson in America ha lasciato molti motociclisti a chiedersi cosa stia realmente accadendo dietro le quinte. Dai negozi storici di San Francisco e New York City ai negozi regionali più piccoli in Colorado, Wisconsin e Florida, la tendenza è chiara: molti concessionari Harley stanno chiudendo i battenti. Il motivo principale è una semplice verità: secondo gli stessi concessionari, non stanno più guadagnando. 

Per decenni, le concessionarie Harley hanno prosperato. Durante gli anni del boom, vendere Harley era considerato un profitto quasi garantito. La situazione è cambiata radicalmente negli anni successivi alla pandemia di COVID-19. Mentre il 2020 e il 2021 hanno registrato vendite record grazie all'acquisto di moto per il tempo libero, questo slancio è crollato con l'aumento dei tassi di interesse e il rallentamento della spesa al consumo. Le concessionarie si sono ritrovate improvvisamente con un inventario eccessivo e i costi di finanziamento per mantenere le moto invendute sono saliti alle stelle

Alcune concessionarie hanno dichiarato di pagare dai 25.000 ai 40.000 dollari al mese solo di interessi sulle moto invendute negli showroom. I concessionari che avevano investito milioni in enormi showroom in stile "Taj Mahal" si sono trovati sopraffatti dai costi operativi a causa del calo dei ricavi. A ciò si aggiunge la strategia di vendita online della stessa Harley-Davidson, che spesso abbassava i prezzi di abbigliamento e accessori (alcuni dei quali assolutamente essenziali per ogni motociclista Harley-Davidson), e molti negozi si sono ritrovati con un calo del traffico pedonale e margini di profitto in calo. In parole povere, troppe concessionarie puntano a un fatturato troppo basso. 

Con le vendite Harley negli Stati Uniti più che dimezzate rispetto al picco del 2006, le chiusure non sorprendono. I concessionari indicano le politiche aziendali di Harley-Davidson come uno dei principali fattori che accelerano le chiusure. Una delle lamentele più comuni riguarda la pressione dell'azienda per costosi ammodernamenti degli showroom. Ad alcuni concessionari sono state presentate richieste per milioni di dollari, dalla demolizione dei pavimenti e l'aggiunta di nuovi ampliamenti alla riprogettazione di intere aree di assistenza. Per le concessionarie più piccole o a conduzione familiare, le spese erano impossibili da giustificare quando i profitti erano già esigui. 

Anche con le riduzioni negoziate, molte hanno comunque dovuto affrontare centinaia di migliaia di dollari di costi di ristrutturazione. Un altro punto dolente è stata la gestione dell'inventario. I concessionari affermano che Harley ha inviato loro più moto di quante ne potessero realisticamente vendere, costringendoli ad acquistare scorte in eccesso o a rischiare di perdere i loro accordi di franchising. Con l'aumento dei tassi di interesse, il costo del finanziamento di quell'inventario (chiamato floor plan) è diventato schiacciante. Questo ha costretto i concessionari a pagare ingenti somme mensili per motociclette che spesso rimanevano invendute per mesi

Nel frattempo, gli sforzi di e-commerce diretto al consumatore di Harley-Davidson hanno intaccato una fonte di entrate fondamentale per le concessionarie. Articoli come giacche, caschi e abbigliamento firmato erano un tempo affidabili accessori quando i clienti entravano in negozio. Ora, con Harley che offre sconti del online, gli acquirenti hanno pochi motivi per recarsi in concessionaria per questi acquisti. Questo cambiamento non solo ha ridotto i profitti, ma ha anche ridotto il traffico negli showroom che spesso portava alla vendita di motociclette. Combinate, queste pressioni aziendali e la concorrenza online hanno reso il modello di business delle concessionarie meno sostenibile rispetto al passato, soprattutto considerando che la stessa Harley si trova in difficoltà finanziarie . Oltre alle questioni interne, anche le più ampie forze di mercato stanno plasmando l'ondata di chiusure di concessionarie. 

La demografia delle motociclette è cambiata significativamente negli ultimi decenni. Gli acquirenti principali di Harley (motociclisti più anziani e benestanti) stanno invecchiando e sono usciti dal mercato, e le generazioni più giovani sono state più lente ad adottare il marchio. I tentativi di attrarre nuovi motociclisti con modelli come la LiveWire o la moto da avventura Pan America non hanno prodotto risultati costanti. Sebbene le vendite iniziali fossero promettenti, la domanda è diminuita, lasciando i concessionari con scorte a bassa rotazione. Anche le dimensioni complessive del mercato Harley si sono ridotte. 

Nel 2006, l'azienda ha venduto oltre 344.000 motociclette in tutto il mondo. Nel 2024, quel numero era sceso a poco più di 151.000. Un calo complessivo delle vendite significa meno moto per concessionario e, con oltre 650 concessionarie ancora operative negli Stati Uniti, la concorrenza è diventata insostenibile. I concessionari si ritrovano spesso a lottare per la stessa cerchia di acquirenti in contrazione, dando origine a guerre di prezzo che erodono ulteriormente i profitti. Per molte concessionarie, la combinazione di calo della domanda, costi elevati e politiche aziendali ha reso la chiusura l'unica opzione

A meno che Harley-Davidson non trovi un modo per supportare al meglio la propria rete di concessionari, adattandosi al contempo a una base di clienti in continua evoluzione, sembra probabile che si verificheranno ulteriori chiusure.