13 gennaio 2021

STEFANO BIGONI IRON CLUB STYLE FOR AREA57 DECEMBER '20



UN CLUB SEMPRE PIU’ NUMEROSO E COINVOLGENTE. UN GENERE CHE VANTA TANTISSIMI ADEPTI IN TUTTO IL GLOBO: ANCHE IL POPOLO SPORTY SI CIMENTA IN QUESTO STILE CON RISULTATI APPREZZABILI

Il trend nato in california, salito agli onori della cronaca grazie alla serie televisiva Sons Of Anarchy è a tutti gli effetti un protagonista di punta dell’attuale scena custom. Mezzi potenti, dotati di ciclistiche al top, comodi per percorrenze di medio raggio e caratterizzati da soluzioni tecnico estetiche divenute dei veri dictat del genere. Mi riferisco a fairing, riser alti ma anche paramani e borse. Bandito invece il caro vecchio cromo in favore di parti leggere meglio se in fibra di carbonio. Prerogativa della piattaforma Fxr e Dyna, il club style ha di recente influenzato anche la tendenza performance bagger e, come tutte le correnti stilistiche di successo, ha dato i natali a numerosi sottogeneri. 

In tutto questo, noi fanatici dello small block non siamo rimasti a guardare ed è sempre più frequente imbattersi in preparazioni dal sapore MC anche sulla nostra base preferita. Allo Sporty Liberation Run, moto giro di fine giugno indetto da Duecilindri, non sono mancate alcune rappresentanti: l’iron di STEFANO BIGONI ad esempio. Il proprietario attinge allo stile californiano, lo fonde con il suo gusto personale e con le reali necessità di un utilizzo quotidiano: solo nell’ultimo anno ha percorso in sella per lavoro oltre 20 mila chilometri. Stefano cita tra i suo i suoi riferimenti builder del calibro di Rusty Butcher e Speed Merchant ma è l'italianissima officina OMT Garage ad apporre la firma su questa modified. Oltre ad una grande esperienza in materia custom i preparatori di Origgio (Va), al contrario di altri colleghi interpellati, sposano fin da subito la conditio sine qua non di convertire a catena la trasmissione finale. 

A questo scopo viene utilizzato un kit corona e pignone Lowbrow custom. Altro kit, questa volta marchiato Screaming Eagle porta la cilindrata a 1200cc mentre camme 585, aste e bilanceri S&S regalano il giusto strappo ad ogni apertura del gas. Non mancano elementi distintivi come il cupolino Los Angeles Fairing, i paramani Cycra Rebound, lo scarico TBR o i riser Biltewell Murdock. Gli ingredienti ci sono proprio tutti: lo sporty conferma ancora una volta la sua grande versatilità. Avevate dubbi? Noi no e neanche Stefano

- Pneumatici Cruisetec di Metzeler, manubrio Rusty Butcher e sella Mustang sono garanzia di confort anche su lunghe percorrenze. 

-   Look total black. Unica nota di colore la grafica che campeggia sul tank: una reissue della decal VLD del 1934.

Osservando questa sporty ho subito pensato che alcuni dettagli in carbonio come le fiancatine laterali e delle belle sospensioni svedesi con serbatoietto separato sarebbero davvero la ciliegina sulla torta.

Foto di Alessandra Leocata per Lowride Mag

5 commenti:

  1. L'avevo notata al liberation run, elegante e ben fatta.
    Ohlins e carbonio ci starebbero eccome.
    Tc

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  2. Anch'io l'ho vista al Liberation Run e ho pensato che era fatta bene, senza inutili fronzoli e apprezzo molto come ha tenuto il fender stock riposizionando la targa nella sua parte finale in modo quasi verticale, eliminando il fanale stock. Motore pompato e tanta sostanza, pochi fronzoli

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  3. Pensavo che il club style e nato per essere cucito sulla Dyna ma Stefano mi ha convinto che anche una sporty in stile club non sfigura.

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  4. Veramente bello trovo questo Sportster molto elegante, fosse mio avrei montato un Red Thunder ma è questione di gusti.
    Gian Marco

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  5. Io vado sempre in direzione ostinata e contraria e, con il massimo rispetto per il proprietario, dico che a me non piace. Personalmente riesco a tollerare lo stile club solo in alcuni rarissimi casi, come quello della preparazione BadBoysGarage presentata qualche post fa.
    Di questa non apprezzo il voluminoso cupolino (lo so, sono i dettami del ClubStyle) e lo scarico TBR mi è sempre sembrato troppo tozzo e corto per i miei gusti. La sella non si raccorda armoniosamente con il serbatoio e vedo bene la finale a catena su altre preparazioni, ad esempio sulle tracker.

    Spero di non essere risultato offensivo o irrispettoso: siamo sempre nel campo delle opinioni e dei gusti personali, e ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di fare della propria moto ciò che vuole, e non ciò che vogliono gli altri!

    Ben vengano tutte le Sportster customizzate (anche e soprattutto quelle che a me non piacciono): sono la dimostrazione di quanto questo modello sia flessibile.

    A Stefano dico di godersi la sua moto e di continuare con il suo progetto di customizzazione, fregandosene delle opinioni degli infiniti denigratori da tastiera (come me ;) )!

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