05 febbraio 2014

Elefantentreffen in sporty by Luigi "Giò"
















foto e scritto by Luigi "Giò" M.


Venerdì 31 gennaio la sveglia alle ore 6.00, h. 7.30 vrooom e anche il mio Giò-Sporty è sveglio e vispo.

Ore 8.10, area servizio A4- Brianza sud ritrovo con gli amici, i “Senza fretten” 

Ore 8.30, bottone.
Ore 9.00, area servizio A4-Sebino Sud si recupera il resto del gruppo.

9 amici, 9 moto, tutte diverse, ognuna che riflette lo stile e il carattere del suo proprietario, harley, bmw, una self-made su base honda (forse?), un unico obiettivo: l’ELEFANTENTREFFEN.

Pioggia battente, freddo, nevischio, Brennerpass.

Discesa verso Innsbruck, sole che illumina le Alpi, quelle austriache, buio, ancora 90 km a Passau, stanchezza, hotel, doccia calda, Danubio, cena in stübe, Clarissa? weissbier, stinco, ponte sul Danubio scuro e non blu, un pissoir in riva al fiume con il “walter” che dal calduccio della sua “cuccia” si rifiuta di mettere la testa fuori dall’uscio, rientro, sonno. Mattina, colazione con vista virtuale sul Danubio coperto di nebbia. In sella, la "buca" ci aspetta, occhi sgranati a cogliere possibili gelate su strada, foresta bavarese, colline innevate e sole che scalda anche i nostri cuori. Thurmansbang-Loh, strada chiusa all'accesso ... only bikers allowed.

Incrocio di moto, vespe, scooter, vecchie e nuove glorie, alcune improbabili, altre sconosciute e indefinibili, sidecar ...tanti sidecar, d’altronde la festa è in loro onore prima di tutto,  tutti lì per il 58° ElefantenTreffen. Si, sono 58 anni che l’ultimo w/e di gennaio, pieno inverno, ci si ritrova da ogni dove nel cuore della foresta bavarese, non ai Caraibi.

Was ist Elefantentreffen? Prego, leggere qui http://it.wikipedia.org/wiki/Elefantentreffen, oppure altrove. In ogni caso, conta poco o niente saperne, conta solo e unicamente andarci.

Ma quest’anno c’è il sole! Tanto sole, ma anche fango, neve e poi foto-ricordo sotto lo striscione ...come a dire “...amico, io c'ero!” Chioschetto per patch, pins, adesivi, insomma, come in pellegrinaggio a un santuario, non si può non tornare a casa senza uno di questi “santini” e chissenefrega se un pezzo di adesivo costa 2,50 eurini, conta il valore intrinseco e immateriale di quel pezzo di carta adesiva. Si entra “in buca”, birretta al chiosco, fuoco, tende, balle di paglia, stufe che fumano, perché la notte qui fa freddo per davvero, ma oggi c’è  il sole che splende sulla “buca” e l’emozione, tanta, si legge negli occhi. Occhi che sorridono, alcuni anche lucidi e malcelati.

Ma è già tempo di ripartire.

Ancora foresta bavarese, bianche colline innevate baciate da questo sole d'inverno e una striscia d’asfalto, nero, che vi corre dentro, la strada, la nostra strada. Di noi, i cd. “Elefantini” e delle nostre moto che rombano di piacere. Autostrada, sosta e uscita ogni 100 km alla ricerca di un benzinaio. Si, perché in Germania il bello dell’Autobahn (cartelli blù e non verdi come i nostri) è che non si paga ed è ben tenuta, il brutto è che il benzinaio è nel paese vicino a 1-2 km. di una uscita (ausfahrt) qualsiasi. Monaco, raccordo anulare che in questo sabato d’inverno sembra il romano G.R.A. o la tangenziale ovest direzione A4 Cormano-Venezia con la gente che va chissà dove. Sempre Autobahn, direzione Innsbruck-Italia. Ma ancora sosta in corsia di emergenza, l’ennesima per la self-made-honda, ma anche per noi che ne approfittiamo per distendere i muscoli del collo e delle braccia che cominciano a far male per davvero.

Candele? No, questa volta solo benzina in riserva, ma intanto si sta facendo sera e poi buio.

Si sale verso il Brennerpass, pedaggio, consultazione veloce...si prosegue? Ci si ferma?
Ragazzi...sono le 18.30, sulla strada c'è acqua, fanghiglia, nevischio e poi è buio e a casa ci sono i nostri affetti in ansia per una telefonata che non arriva. Wipptalerhof Hotel, freccia a dx, sosta notturna. Doccia, cena, ancora auguri a Magic Bob per il suo compleanno anche se ancora manca un giorno, ma intanto si brinda e si guarda il cielo per indovinare cosa ci aspetta il giorno dopo.

Pioverà? Nevicherà? No tranquilli, c'è scirocco e quindi? Al max strada bagnata?

E invece ... mattino, risveglio con le nostre moto sotto almeno 20 cm di neve, ma si deve partire, comunque.

Strada piena di sale ma pulita, efficienza da vecchio impero austro-ungarico.
Brennerpass e poi Italia, Bressanone o Brixen… , stessa cosa, siamo sempre e comunque in Italia, cari amici tirolesi, non dimentichiamolo.

E intanto il sole si affaccia tra le Alpi, italiane questa volta.

Si viaggia, 100/120/140, con il Magic che quando gli “prende il ritmo” (ipse dixit) eccolo che si lancia dai 60 ai 160 km/h in un elastico da bungee-jumping dal fondo alla testa del gruppo e poi di nuovo in fondo a far da scopa insieme a “bro Cosimo”. Perché il Magic è cosi, prendere o lasciare e gli amici si prendono e basta. Ma ormai siamo a ridosso di Brescia, saluti, ancora gli occhi allegri e felici di quanta/quale strada abbiamo fatto insieme in questo freddo w/e di inverno. Bergamo, le mani si alzano. Ciao alla prossima...sulla strada e il primo gruppo che va.

Barriera di Agrate, svincolo per Monza e altri due che alzano la mano. Saluti.
Ancora un pezzo di tangenziale ovest e ancora saluti all'ultimo compagno di strada.

Ormai solo, come il venerdi di due giorni addietro, alle 7.30 del mattino, sotto l’acqua battente, a ripercorrere nei pensieri il perché di tutto questo per dirmi soltanto "amico mio, non c'è un perché a tutto questo. Sono le passioni che muovono il mondo, la testa può solo correre dietro."

PS. 1: quella “roba” posticcia che vedete attaccata al serbatoio è una “protezione di fortuna” (usata anche nella mia “solitaria” verso il mio paese, in Lucania/Basilicata lo scorso giugno 2012, da me titolata “My Italy Riding Alone”) fatta per attaccare un borsello con alette magnetiche per contenere cose di pronto uso, quale pelle di daino per pulire la visiera durante la marcia, ticket autostradale italiano, spray antiappannamento etc. evitando di rigare il serbatoio.

P S.2: infine, amici e lettori del DUECILINDRI BLOG che avete avuto la pazienza e bontà di leggermi fino a qui e anche tu, Paolino, che gentilmente mi ospiti, lo so che mi tirerò dietro le vostre “madonne”, ma da uno che da un pezzo ha passato “il mezzo del cammin della sua vita” e da poco ha scollinato anche “la cinquina”, che qualcosa l’ha fatta, qualcos’altra l’ha vissuta, ma che tanto ancora gliene resterebbe/vorrebbe da vivere e fare, una riflessione ve la devo dire “…disquisite meno di estetica, di colorazioni, di abbinamenti, di parafanghi se mozzati o allungati e via di questo passo, mettete 10 euro di benzina nel serbatoio della vostra “bimba”, andate a farvi un giro, al lago, in collina, in Val Brembana, da soli, in compagnia, con il sole, con la pioggia, ma comunque andate a farvi un giro.


Sentire il rombo di allegria che esce dagli scarichi della vostra “amata”, con l’emozione che ogni volta vi salirà fin dentro il vostro stomaco mentre gli occhi si fanno lucidi, è qualcosa che non ha alcun prezzo, non ha alcun valore materiale e che nessuno vi potrà mai descrivere per davvero, lo sentirete solo voi, dentro di voi, lo porterete solo in voi, sempre con voi.” 




04 febbraio 2014

Phil - R.I.P.



Questo non è un "saluto" fatto tanto per fare . . . . io ho davvero amato Philip Seymour Hoffman, sia nelle sue interpretazioni più leggere (su tutte "E alla fine arriva Polly", con il mitico Ben Stiller), sia in quelle che lo hanno reso un Attore con la A maiuscola (Il dubbio, Truman Capote).

Come dimenticare la parte del cattivo in Mission Impossible????

La cosa più triste di questa storia è il fatto che Phil lascia tre figli.

Per la serie: soldi e fama non danno la felicità.

Hoffman aveva ammesso di avere avuto problemi di droga e l'anno scorso si era fatto ricoverare in riabilitazione per abuso di eroina. A maggio aveva passato dieci giorni in una clinica, poi aveva ringraziato pubblicamente la famiglia e gli amici che l'avevano supportato. 

Era stato senza toccare nulla per 23 anni prima di avere una ricaduta nel 2012. L'attore stava vivendo un periodo difficile anche nella sfera degli affetti; in autunno si era separato dalla compagna, la costumista Mimi O'Donnell dalla quale aveva avuto tre figli, Alexander, nato a marzo 2003, Tallulah, una bimba di otto anni, e Willa, di sei. 


Motor bike expo 2014 - Bike show Low Ride




























Continua il nostro viaggio all'interno del padiglione 3, area bike show di Low Ride.



Mentre vi gustate queste fantastiche moto personalizzate, customizzate, preparate . . .vi illustro alcune anticipazioni dei prossimi argomenti che voglio trattare.


- Direttamente dall'Elefantentreffen, il nostro caro Lugi "Giò" in sella alla sua R, ci resoconterà alla sua maniera, questa sua esperienza in terra tedesca;


- Le sporty di Ferdinando e Paolo;


- L'annosa questione "Ma è vero che dal dealer si spende il doppio?" . . . . Dealer Vs Customizer (un argomento interessante e dalle tante sfaccettature);


- Sporty 48 modificata in stile dirt track (stupenda!);


- Nel mezzo ancora MBE2014 e tante XL modificate!




per cui state sintonizzati.


Ma non era meglio stock?




Per carità, non si può non riconoscere a questa Xr1200 il fatto che sia stata sottoposta ad importanti modifiche . . . . e forse qualcuno di voi la troverà stupenda.

Io, al contrario, la preferivo stock . .  .per cui finisce dritto in questa rubrica.

03 febbraio 2014

FREE SPIRITS - SPORTY

















E dopo alcuni post, arriviamo finalmente alla sporty by FreeSpirits.
Una piccola premessa però è d'obbligo; dedico spazio e altro ne dedicherò in futuro a questa azienda perchè oltre al fatto che reputo i loro pezzi per sporty di ottima fattura, anche per la capacità di "darsi da fare".

Presto mi spiegherò meglio, per il momento godetevi le mie foto e parte dello scritto "ufficiale".

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"Ci viene davvero molto difficile pensare che la Harley-Davidson Sportster 883 sessanta anni fa fosse stata concepita come una moto sportiva. Forse lo spirito voleva esserlo, perché noi non ci abbiamo trovato niente di sportivo.


Ecco perché l'impegno dei ragazzi di Free Spirits nel ricavare una moto sportiva per il Verona Motor Bike Expo (24 – 26 gennaio 2014) non è dei più facili.


Vi abbiamo già detto cosa abbiamo fatto per rivoluzionare la posizione di guida, rendendola davvero più sportiva, con nuovi semimanubri in alluminio ricavati dal pieno.
Dopo le braccia, non più allargate e tese, pensiamo alle gambe che devono essere più raccolte: per questo abbiamo tornito  nuove pedane in alluminio ricavato dal pieno. 



Vanno montate in posizione più arretrata, così il pilota può assumere una posizione da vera moto sportiva.
Peculiarità di questo elemento è la protezione della pompa del freno posteriore.

La sua funzione deriva dal fatto che il pilota ora, con un motore potenziato e posizione di guida sportiva, potrebbe essere più incline a... curve più inclinate, esaltato da una posizione più raccolta, come una vera sportiva e dal motore che spinge di più.
Meglio aggiungere una protezione da eventuali indesiderate grattate.
Queste soluzioni servono ad evitare o ridurre dei danni (e le vostre lacrime) in caso di incidente: meglio spendere qualche soldo prima che spenderne di più dopo per riparare l'indesiderato imprevisto.
Abbiamo sviluppato un nuovo kit dischi freni per l'anteriore, capace di performance eccellenti in termini di potenza e controllo. Se ve lo state chiedendo, sì con questo kit la moto frena qualche decina di centimetri prima rispetto i dischi originali. E talvolta una manciata di centimetri fa la differenza.



La particolarità del disco flottante è la fascia frenante, in acciaio speciale al carbonio di alta qualità, svincolata dalla campana in alluminio: cioè si "muove" liberamente su nottolini.
Questo sistema riduce sensibilmente lo stress del disco, ne diminuisce il consumo e migliora lo smaltimento del calore, lasciando la fascia frenante libera di deformarsi

Così la Harley-Davidson Sportster 883 di Free Spirits ha un motore maggiorato, una dinamica di guida esaltata ed è anche più sicura.

Non ci siamo limitati a cambiare il vestito e gli organi della Sportster, ma anche le scarpe.

Così le abbiamo messo un paio di cerchi Kineo a raggi (28 all’anteriore e 32 al posteriore) da 17” che calzano pneumatici da 120 davanti ed un generoso 200 dietro.
I cerchi Kineo, realizzati dall’azienda veronese In-Motion Group, sono assemblate con elementi ricavati da grezzi costruiti per stampaggio e successivamente finiti in modo completo per lavorazione meccanica CNC.

Come avevamo detto in precedenza, volevamo portare al Motor Bike Expo di Verona una Harley-Davidson Sportster davvero sportiva. Per ottenere il risultato che ci siamo prefissati, il silenziatore in titanio spunta sotto il nuovo codino in vetroresina, proprio come le vere moto sportive. Con questa soluzione c’è più spazio nella parte inferiore, per pieghe estreme.
Il supporto del silenziatore è in alluminio ricavato dal pieno, anch’esso realizzato nel nostro laboratorio.

Con i nuovi supporti per il motore, che danno più stabilità ed un miglior feeling al posteriore, adesso la Harley-Davidson Sportster di Free Spirits è una vera moto sportiva, non solo nell’estetica ma anche, e soprattutto, nella guida!

Sia il porta targa che le frecce sono realizzati in alluminio ricavati dal pieno a Carrè, in provincia di Vicenza, in Italia (e non ‘per l’Italia’!) da Free Spirits nel suo laboratorio.
Entrambi sfruttano i risers della sospensione per trovare posto sulla moto. La luce del porta targa è a LED.

La sella in pelle invecchiata di colore rosso, oltre a richiamare alcuni elementi come quelli della primaria scoperta e la protezione del carter, è in contrasto con il look total-black della moto, che esalta lo spirito sportivo della Harley-Davidson Sportster".


Che stile!





Chiedo scusa a Paolo e Ferdinando se non ho ancora postato le loro belle sporty modificate!

Il MBE 2014 (che non ho ancora finito di resocontarvi) ha scombussolato la "scaletta"; presto rimedierò!


Per cui . . . .stay tuned!

AMARCORD MY FATHER




Ieri ho trascorso una domenica speciale, complice il maltempo e il pranzo a casa dei miei genitori. Cosa fare di meglio, in una giornata di pioggia, se non un tuffo nel passato? E infatti ho tirato fuori lo scatolone delle vecchie foto ed ho iniziato a ricordare. Ad un tratto però, sorpresa delle sorprese, scovo alcune immagini fantastiche e per me inedite. Mio padre mi aveva raccontato di avere avuto un passato da "motociclista" ma non avevo mai avuto il piacere di averne la conferma. Tutto vero.

Le foto sono degli anni cinquanta e quello è il mio babbo. Notate il cupolino simil Bettina della prima immagine incredibile. Alla mia domanda del perchè non avesse continuato con questa sua passione, mio padre risponde: "I figli, il lavoro, la famiglia e poi erano altri tempi".

Grande babbo, ti voglio bene.


XR1200 VALERIO CANCELLIER > HARLEY-DAVIDSON PAVIA


Questa sporty by H-D Pavia ha già avuto un post tutto suo in passato su questo blog ed è presente anche sull'ultimo numero di LowRide. Allora perchè ne parlo?

Perchè ho trovato questa bella foto e la moto mi piace parecchio. Valerio Cancellier, il proprietario, mi scrive che salvo problemi dell'ultima ora, sarà presente al terzo Run targato Duecilindri.