13 dicembre 2011

Adolfo Calles - Officina Boneville - part one







































Prima di pubblicare le foto dell'officina Boneville nella sua completezza vi introduco di chi stiamo parlando.
Adolfo Calles un paio di stagioni or sono è stato tra i protagonisti della scena Kustom
internazionale per merito della Cashmere, special bike che vedete ritratta in questo post.

Sapevo che proprio di fronte alla concessionaria ufficiale c'era questa officina, ma solo
quando ho visto la Cashmere ho collegato le cose.
Adolfo Calles, oltre ad essere uno signor preparatore, è anche una persona cordiale, disponibile e simpatica.
Abbiamo fatto una lunga chiacchierata sulla scena spagnola, sulla scena italiana e la sua esperienza al Motor bike expo, sulle persone che conosce nel nostro paese e ovviamente sulle sportster ... ma questo è uno dei temi del prossimo post.
Intanto vi mostro questa bellissima moto, che a suo tempo fu anche pubblicata sul nostro Low Ride (numero 2).

12 dicembre 2011

Nex step on my sporty - spostamento laterale e astina digitale








A giorni la mia sportster verrà consegnata nelle sapienti mani di Francesco per il "famoso" lavoro di spostamento del blocchetto di accensione e della bobina.


Verrà costruita una staffa simile a quella di Rsd sulla quale verranno alloggiati i sopradetti elementi.


Non tutti sanno però che le sportster ad iniezione hanno una mole enorme di cavi e cavetti che sono perfettamente ordinati e celati per mezzo di alcune parti in plastica site proprio sotto il serbatoio.


Sarà questa la parte più ardua per Crazyoils, ma come al solito si inventerà qualche cosa.


L'obbiettivo è quello di avere tutto in ordine.




Guardate le foto; l'astina della temperatura e del livello dell'olio.


Nota ai più in versione analogica, ora la Motor company la presenta anche in chiave moderna.


Davvero bella e utile, inoltre su una moto come la mia potrebbe anche non stonare.


L'idea sarebbe quella di far verniciare la ghiera di contorno di nero e montare sulla Bettina ovviamente l'astina digitale dello stesso colore.


Sono mesi che ci giravo intorno (all'astina analogica), ma quando qualche settimana fa, Mr Manetta (della Manetta performance) me l'ha mostrata digitale, montata sulla sportster preparata per un famoso cliente (prestissimo su questo blog) mi ha letteralmente convinto.


Voi che ne pensate?


E' vero che si parla di un dettaglio (anche se il prezzo non è proprio un dettaglio) ma sono proprio la somma dei dettagli che fanno la differenza.

Hot-Dock XR750



Avevo pubblicato alcune foto di questa Xr750 rimaneggiata by Hot dock in passato.

Ieri sera invece ho scovato questo bel video che ci permette di godercela in tutto il suo splendore.

IL color bianco della carrozzeria e del profilo della sella, il paracalore unito sugli scarichi due in due alti, il codino dal quale non sporge nessun fender strano, la tabella senza fari accrocchiati e i dischi freno in tinta con gli steli della forcella mi fanno letteralmente impazzire.
Sembra così "piccola", così maneggevole, così indifesa . . .e invece!!!!

Duecilindri parla spagnolo




Eccomi di ritorno, dopo qualche giorno passato a Madrid. Ero stato nella capitale spagnola quindici anno or sono e il mio ricordo era assolutamente sbiadito; non ricordavo quanto fosse bella, grande, pulita e ricca di storia. Nella mia classifica personale europea ha scalzato Barcellona e si è posizionata a pari merito con Parigi e Londra.

Non ho mai visto in vita mia così tanti bar, birrerie e ristoranti, una cosa incredibile. E poi il famoso jamon è stato il motivo dominante della vacanza; una vera e propria indigestione. Sapete come si usa a Madrid, pinciar e beber tutto il giorno!

Detto questo! Ho visitato le concessionarie della capitale (nel video la seconda per importanza) e l'officina del mitico Adolfo Calles meglio conosciuto come Boneville, che un paio di stagioni fà si è distinto con una special dal nome Cashmere.

Vi dico soltanto che la moto personale di Adolfo è una sportster modificata dal nome Accelerator; con questo ho detto tutto. So bene che i dealer ufficiali non offrono nulla di personale (salvo la maglietta ricordo) da nazione a nazione ma una puntatina l'ho voluta fare ugualmente.

Numero Uno, Taddy's harley e HD Monza sono sicuramente, per spazi e tipo di locali, molto più belle e ricche ma è anche vero che Milano è tra le città dove circolano il maggior numero di harley davidson. Un grazie speciale alla mia dolce metà che tra un museo e una piazza ha voluto accompagnarmi a vedere un pò di moto anche in terra straniera.



06 dicembre 2011

Primus e Duecilindri



Domani il sottoscritto parte per Madrid con la sua dolce metà, pertanto fino a domenica Duecilindri Blog rimane in pausa.

Ho già fatto delle ricerche per visitare le concessionarie e le officine del luogo.

Non strappatevi i capelli e non disperate mi raccomando!!!!!!

Vi lascio, come di consueto ormai, con una grande canzone dei Primus, gruppo che fà delle capacità tecniche del bassista e cantante Les Claypol il suo punto di forza.

E ricordate, Sportster rules.....sempre!!!

05 dicembre 2011

Sundance XL1250R 2004



In linea di massima le sportster che pubblico su questo blog sono tutte preparazioni che per un motivo o per l'altro trovo interessanti, particolari o almeno rappresentative di un genere.


Alcune bellissime, altre meno ma tutte possono offrire qualche spunto per modificare le nostre moto.


Quella in video ad esempio, rispetto allo scrambler rossa di prima, secondo il mio modesto parere, è di un altro livello oltre ad appartenere ad un genere di trasformazione più vicino ai miei gusti.


Questa sportster ha dalla sua il fatto di essere stata plasmata da una officina che rappresenta l'eccellenza giapponese e non solo in questo campo.


Mi riferisco a Sundance naturalmente!


Pinze Beringer, pompante leva freno, motore pompato a 1250, piastra antisvirgolo e degli scarichi con un sound da paura sono le prime cose mi che balzano agli occhi.


Ma se si osserva meglio si notano il serbatoio simil storz, la trasmissione a catena scoperta, il parafango in carbonio (almeno sembra) una "colorazione" grezza, dischi freno flottanti (Brembo?), riser alzati, ammortizzatori (?) . . . . .


Quanta "roba"! Cosa può diventare una "semplice entry level"!

Sportster 1200 scrambler by Monsoon




















Una versione scrambler vecchia scuola su base sportster in cui non c'è nulla da eccepire.

Gli elementi caratterizzanti del genere ci sono proprio tutti, dalla sella biposto super imbottita, alle ruote tassellate, passando per la tabella portanumero e gli scarichi alti.

Gli scrambler li preferisco fatti con moto più leggere e maneggevoli, ma ancora una volta la nostra Xl dimostra di essere una moto versatile e adatta ad ogni tipo di preparazione.

Supertrapp . . . ancora tappi aperti!



La sportster del video, pur essendo una preparazione riuscita, è solo il pretesto per farvi notare i tappi degli scarichi supertrapp.

Ancora una volta sono stati montati quelli aperti.

Ma se questo tappo riduce la risposta ai bassi regimi perchè la scelta ricade spesso su questa tipologia?

E' solo un fattore estetico?

Che qualcuno mi illumini perchè non capisco.

CIPPY'S GARAGE














Nella grigia Milano ci sono angoli di paradisoNon parlo di squarci cittadini, di zone di verde per i vostri bambini o di ritrovi di meditazione zen.
Come vi ho raccontato mi ha scritto un lettore, appassionato di sportster, che avendo compreso in pieno la mia mania per queste moto, mi ha invitato a vedere da vicino le sue Xr1000 e XlCR. Condividere una stessa passione (sia esso il tennis, gli scacchi o la musica) abbatte le barriere e regala la possibilita' di parlare per ore anche con persone mai viste prima. L'appuntamento era previsto per il sabato mattina proprio davanti l'ingresso del garage di CippyPuntuali come due orologi svizzeri ci incontriamo alle 9.30 e solo pochi minuti dopo iniziamo a parlare come se ci conoscessimo da tempo. Inizia a scendere una leggera pioggia; rompiamo gli indugi e Cippy mi invita nel suo box. Lo seguo, mi fermo dietro di lui e quando apre la saracinesca rimango di stucco.
Pavimento rivestito, giacche e giubbotti perfettamente appesi, cimeli e ricordi alle pareti, mobiletti contenenti attrezzi e scatoloni pieni di parti e accessori conservati nel tempoOltre a tutto questo, fanno bella mostra di sè due fila di moto perfettamente disposte, collegate ai mantenitori di carica e coperte con cura.
Non parliamo di mezzi comuni ragazzi!!!! Un dyna sturgis degli anni ottanta, una XR1000, una XLCR, un Night Train modificato, una Sportster recente, un GS1200, una vespa storica, uno scooter a tre ruote e in arrivo una bellissima DaytonaLa Sturgis, (la sua preferita forse per la storia che l'accompagna) è stata comprata da un ex meccanico ufficiale ed era in condizioni non proprio perfette; è stata curata, amata e fatta tornare agli antichi fasti.
La XLCR proviene dall'america mentre l'XR1000 faceva parte di una collezione di un museoOgni moto ha la sua favola. Cippy e' da anni appassionato delle nostre harley e tanti altri i modelli, oltre a quelli citati, sono passati sotto le sue natiche. Per ogni sua bimba ha trovato, cercato e scovato articoli, prove tecniche e pubblicità. Le foto non rendono giustizia ma vi assicuro che, moto a parte, il suo garage è davvero spettacolare. Avessi uno spazio allestito come quello di Cippy rischierei di vivere in box!!! Cippy, anche se gelosissimo, mi invita a fare un giro di prova su una delle due sportster, ma complice il manto bagnato e il profondo rispetto per queste moto declino a malincuore (e solo per il momento) l'offerta. Nel caso vi confesso avrei "testato" più volentieri la XR1000Spero in futuro di avere una seconda occasione, magari durante una bella giornata di sole,mi piacerebbe potervi mostrare delle foto degne di questo nome di queste due bellissime "vecchiette". La nostra idea iniziale era infatti quella di prendere le due sporty e immortalarle in qualche bel luogo di Milano. Intorno alle 11.30 la saracinesca si chiude ed insieme raggiungiamo la numero uno per il classico aperitivo del sabato.

Due parole per Cippy sono d'obbligo; un ragazzo cordiale, esperto in materia e con la voglia di condividere. Il fatto che mi abbia invitato “nel suo regno” pur non conoscendomi (se non attraverso questo blog) mi ha quasi commosso, l'ho trovato un gesto di altri tempi. Questo è il plus valore di coloro che sono animati da una grande passione.

Massimo rispetto. Scusate la bassa qualità delle foto, ma la luce era davvero poca.



77 Harley Ironhead Cafe/Bobber


02 dicembre 2011

dEUS - Suds & Soda



Anche questo settimana voglio lasciarvi con una delle mie band preferite.

Questa volta è il turno dei Deus e la canzone proviene dal loro primo album.

Dateci un ascolto!

Ironhead cafe racer












Assolutamente allergico alla plastica e alla vetroresina, Justin ha recuperato su Ebay un serbatoio in acciaio di una vecchia Benelli, senza un graffio (fortunato lui).


Il serbatoio in questione partendo dall'acciaio grezzo, è stato lucidato e verniciato col trasparente, il che gli ha donato quel look corsaiolo cattivissimo che una vera cafè deve avere. Justin ha realizzato anche la base della sella e il codino in acciao, il tutto rigorosamente handmade, mentre il rivestimento della sella è stato fatto da una selleria locale.



Il codino in acciaio lucidato, tagliato appena dopo l'attacco degli ammoritizzatori, è qualcosa che rende la moto di una cattiveria senza paragoni.
La guidabilità è assicurata da un manubrio Clubman rialzato con risers da un pollice e specchietti e luci cafè uniti a manopole vintage che ne accentuano il look corsaiolo retrò.
Tutta la parte elettrica, blocchetti e cablaggi sono nuovi.


Questo dà al guidatore l'impressione di essere su un mezzo moderno anche se si tratta di una motocicletta di trent'anni fa, i dischi anteriori e posteriori frenano bene e il motore spinge adeguatamente per una vecchia Ironhead.
Dice Justin che il vecchio proprietario di questo gioiellino, diceva di averne avuto abbastanza, e dal momento che il motore girava bene, non è stata apportata alcuna modifica alla meccanica, a parte la sostituzione di alcuni guarnizioni.
Oltre al serbatoio, uno dei pezzi forti di questa Ironhead è sicuramente lo scarico, roba che solo a guardarlo ci prudono le mani dalla voglia di poter ruotare la manopola del gas e farlo "cantare" come si deve.


Si tratta un due in due da 1 pollice e 3/4'' che si sviluppa da entrambi i lati della motoclicletta e a detta di Justin fa un rumore infernale che si può sentire da oltre mezzo miglio di distanza: sinceramente non vedo perchè non devremmo credergli.
L'intento di Justin era costruire una cafè racer dalla linea pulita, cosa che gli è riuscita piuttosto bene ma il progetto non è stato terminato completamente, in quanto la moto è stata venduta prima di poterla terminare, immaginiamo che qualche danaroso estimatore, avendole messo gli occhi addosso, come se fosse una signorina stilosa ma decisamente affabile, abbia deciso di comprarla a qualunque prezzo, impedendo a Justin di finirla.
Gustatevi la gallery fotografica, e prendete spunto a piene mani, non sempre serve passare da officine blasonate per avere un pezzaccio in garage, spesso basta una buona base, idee ben chiare da perseguire e poche modifiche azzeccate.

testo di Luca Gandin

Di necessità virtù feat R style



Non sò da voi ma qui a Milano è arrivato il freddo. Coloro che non vogliono rinunciare ad andare in ufficio con la propria sportster si devono per forza di cose organizzare al meglio. In foto la sporty di un lettore (possessore anche di un dyna del centenario) che vedo sempre parcheggiata vicino al mio ufficio.
Quando conobbi di persona Simone non sapevo fosse il proprietario, per cui quando mi mostrò la sua moto esclamai - Ma allora sei tu? - come se già un pò lo conoscessi.
Tornando alla sporty, anche con parabrezza e moffole (si chiamano così?) rimane bellissima. Aggiungo che questo modello di 883r con lo scarico due in uno di serie è tra i più riusciti degli anni duemila.

Non c'è limite alla follia!



Non è uno scherzo ragazzi!

C'è davvero qualcuno qui a Milano che gira con una gamba attaccata alla moto.

Non c'è limite alla follia.