ANCORA UNA VOLTA, PROTAGONISTA DELLA NOSTRA RUBRICA MENSILE DI TAGLIO XL UNA DONNA: NON E’ UN CASO, ORMAI LE QUOTE ROSA SONO SEMPRE PIÙ NUMEROSE E SEMPRE PIÙ APPASSIONATE DELL’ARTE DEL CUSTOMIZING
Dal look e dagli intercalari nonsense come "Boop-Oop A-Doop” della cantante jazz Esther "Baby Esther" Jones, nacque il personaggio creato nel 1930 dall'animatore Grim Natwick. Betty Doop è considerata a tutti gli effetti la prima icona femminile dei cartoni animati: nota per il suo aspetto sensuale, gli abiti succinti e la voce roca, è diventata un simbolo della cultura flapper. Negli anni trenta l’appellativo flapper dal verbo inglese “To flap” che tradotto vuol dire “sbattere le ali” o più semplicemente “spiccare il volo” definiva una donna anticonformista e moderna, un esempio di emancipazione sociale e sessuale, che fumava, beveva e ballava il charleston. Sfidare la morale dell'epoca, un secolo fa, era un atto di profonda ribellione.
Tutto torna, visto che proprio Betty Poop è il nick che Cristina Babetto ha dato al suo tanto bramato XL883: come per moltissime altre donne, anche per lei la moto ha rappresentato una rivincita verso tutti coloro che la volevano relegare solo nel ruolo di moglie e di madre. Per anni Cristina ha tenuto a bada il suo istinto motociclista e la sua sete di libertà, sapendo che sarebbe arrivato il giorno in cui avrebbe posseduto un’Harley-Davidson. Non ha mai avuto dubbi sul modello; nei suoi sogni biker la protagonista era la piccola di Milwaukee. Sempre nelle sue fantasie notturne immaginava di cavalcare un mezzo uguale a nessun altro. Come nelle migliori storie, i sogni si realizzano e quando la 883 si concretizza in garage, non perde tempo e affida la personalizzazione a Stefano Genitali della Eight Garage Custom, amico e talentuoso bricoleur con sede a Brenta sul Lago Maggiore.
Stefano in primis sostituisce le pedane centrali con quelle avanzate e il manubrio di serie con un più comodo mini ape per rendere la postura in sella, perfetta per la corporatura della proprietaria. La personalizzazione continua con filtro circolare aperto, finali aftermarket, parafango posteriore modificato ad hoc, frecce mini, sella di bianco vestita in tinta con gli pneumatici a fascia dello stesso colore firmati Metzeler. La verniciatura è una chicca: un arcobaleno di tinte originali che vanno dal viola al rosa, impreziosito da dettagli glitter e metal flake. Il risultato è un bellissimo effetto cromatico e geometrico, uno sportster che non è passato inosservato neanche a Sporty Meeting.
Articolo apparso su Lowride ___ Foto di Daniele Grassi ______












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