10 marzo 2021

IN POSA PRIMA DELL'INCUBO


Non ne abbiamo mai parlato perché la ferita era fresca, ma visto che sono ormai passati alcuni anni trovo giusto dedicare un post a quanto successe in Austria nel 2017, durante la nostra abituale trasferta al FaakerQuesta foto ritrae me e Jurij Re Cecconi (colui che da sempre mi affianca nella gestione di Sporty Meeting), poco prima del disastro 💥: eravamo presso la bellissima diga di Maltatal e mai e poi mai avremmo ipotizzato quanto ci sarebbe accaduto da li a pochi minuti. Tornati in sella, riprendiamo la strada verso il nostro alloggio: strade bellissime tra le montagne, tutte curve e andatura per forza di cose moderata. Basta un attimo e tutto cambia. Un pazzo alla guida di un Porsche, nel tentativo di superare il gruppo di moto, perde il controllo dell’auto e impatta su alcuni di noi.

Il pirata, resosi conto del disastro compiuto 😡, cerca di giustificare il suo comportamento ma capisce che è meglio tacere per non rischiare di essere menato pesantemente da Alfredo e Carlo.

Il sorpasso in una strada così stretta era una manovra azzardata e ad alto tasso di errore. Jurij è il primo ad essere disarcionato; 20 metri di volo e moto distrutta. Nell’incidente vengono coinvolti altri mezzi di biker che viaggiavano con noi ma non della crew: quattro feriti e purtroppo anche una persona deceduta (R.I.P).

Sul posto tre ambulanze, due elicotteri di soccorso, vigili e polizia; Jurij per due mesi rimane in Ospedale in Austria e ancora porta sul corpo i segni di questa brutta storia. Una lunga convalescenza e riabilitazione non facile.

A Jurij la mia stima per non essersi abbattuto e per essere tornato in sella nonostante questa brutta storia: non è da tutti 💣Alcune note: se Jurij non avesse avuto il casco integrale, oltre alle costole e alla gamba avrebbe subito gravi danni anche al viso (il casco era profondamente segnato all’altezza bocca). 

La sporty di Jurij, Arcadia (leggi il post qui) per ragioni legali non è mai stata sistemata ma nei prossimi mesi ne vedrete delle belle: Arcadia 2.0 è in fase di studio

Abbiamo parlato di Jurij e del suo 4 candele (comprato dopo l'accaduto) anche QUI

13 commenti:

  1. Juri top !
    Ciao da Ale yoshimura.

    RispondiElimina
  2. Esperienza vissuta dal vivo con voi........ molto forte. L'incidente è stato provocato dall'incoscienza che sempre più spesso caratterizza gli automobilisti. Ansioso di vedere le evoluzioni della Arcadia 2.0.
    Giorgio B.

    RispondiElimina
  3. Purtroppo le moto hanno un fattore intrinseco di pericolosità, vuoi per le due ruote anziché 4, vuoi per la mancanza di elementi di sicurezza passiva come cinture e airbag. Solo casco e abbigliamento tecnico sono le difese che abbiamo in caso di incidenti. Quando la Gate era chopperina ero strafelice quando con me veniva mia figlia, ma il motivo per il quale la nuova versione e monoposto è proprio uno scampato incidente quando Annalisa era in moto con me. Per fortuna in trenta e più anni che vado in moto gli incidenti che ho avuto sono stati tutti leggeri, però ho visto molte persone che hanno appeso il casco al chiodo per i traumi, soprattutto psichici, conseguenti ad un incidente grave o meno.
    Jurij è altresì vero che è un combattente nato, quindi se devo essere sincero non mi stupisce che nonostante l'esperienza terribile di quel giorno sia riuscito a mettersi tutto alle spalle e ha rimettersi alla guida, con più consapevolezza e passione ancora.
    Grande Jurij.... Arcadia tra l'altro era un neobobber stiloso e ben realizzato, quindi la sua nuova versione mi incuriosisce non poco!! Sempre opera di Bad Boys Garage??

    RispondiElimina
  4. Storie che non vorremmo mai sentire. Bravo a chi ha saputo tornare in sella nonostante l'accaduto, non è scontato. Anche il messaggio di viaggiare con protezioni adeguate lo trovo corretto. TC

    RispondiElimina
  5. Ricordo come se fosse ieri... Io dietro a Jurij, il motore della porche dietro di me che scalava e sorpassava e il botto di fronte a me. Se al posto di Jurij ci fossi stato io non sarei qui a raccontarlo. Il nostro uomo di ferro ha dimostrato ancora una volta di quanto sia forte fisicamente e psicologicamente. Bravo ragazzone!!

    Alfred

    RispondiElimina
  6. Non lo sapevo, davvero brutto, spero che il proprietario della Porsche abbia compreso la gravità del suo gesto, spero sia stato sanzionato adeguatamente...
    Ps e magari la macchina giusto un graffio...

    RispondiElimina
  7. Veramente una brutta esperienza, ammiro il coraggio e la tenacia di Jurij nel tornare in sella.
    Purtroppo le strade sono ormai una giungla con sempre meno regole e noi motociclisti rischiamo sempre di più.
    Un pensiero a chi nell'incidente ci ha rimesso la vita, RIP!
    Gian Marco

    RispondiElimina
  8. Caspita! Mi dispiace per la brutta avventura!
    Grande Jurij per non aver mollato il colpo!!
    Giorgio di cantu

    RispondiElimina
  9. Brutta esperienza Juri, meno male che è andato tutto per il meglio. Anche a me è capitata una scivolata questa estate e senza abbigliamento tecnico non so come sarebbe andata.
    Andrea VT

    RispondiElimina
  10. Grande Juri..... senza sapere tanto di te ho capito che eri la persona giusta per affidargli "la Bionda"

    RispondiElimina
  11. Mi dispiace Yuri non è facile riprendersi da una esperienza simile qualcosa del genere è capitato anche a me e non è stato facile rimettersi in sella purtroppo bisogna metterlo in conto che per i biker ci sono più insidie sulla strada.

    RispondiElimina
  12. Ciao Paolo, che splendida sorpresa questo post nato da una foto messa in evidenza dal mio smartphone…
    Che dire ringrazio tutti i giorni il Signore, che mi ha concesso di restare sulla terra e permettermi di crescere le mie creature, ringrazio mia moglie che nella disgrazia non mi ha mai fatto pesare neanche una volta la gravità di quello che era successo, neanche quando in complicità con la DueCilindri Crew siamo andati a Mantova a comperare la “Bionda” (bugia Berry è stato fulminato vivo mentre scaricava ala moto… aaahhhh aaahhhh).
    L’altro ringraziamento speciale va a Paolo che con la sua Sportster Passion mi ha dato la forza per non smettere di cavalcare una Sportster, anche se la prima volta che sono tornato in sella me la facevo sotto di brutto.
    Ringrazio tutta la Crew presente nel tragico momento che mi hanno soccorso e mi sono stati vicini sino all’arrivo dell’elicottero (Berry a te non ti ringrazio perché hai violentato la mia Arcadia!!! Bastardo!!!) e ringrazio Daniele Arnone che con i sui messaggi e le sue chiamate mi è sempre stato vicino.
    Da questa brutta avventura ho imparato che le protezioni per noi motociclisti sono un elemento di primaria importanza e che in taluni occasioni ti salvano la vita o limitano i danni fisici…

    RispondiElimina