Qui in Italia se dici che hai un blog
nel migliore dei casi lo confondono con la trasmissione di RAI TRE (Blob),
nella peggiore ti guardano come per dire "£$£%/(())(/&".
Ma qualcosa si stà muovendo anche nel
bel paese. Sempre più spesso vedo blogger
chiamati in trasmissioni di cucina, tempo libero o gossip.
Certo il fascino e il potere della
carta stampata è unico e non tramonterà mai, ma ringraziamo il cielo se esiste
il web, se no dovremmo accontentarci di poco più di una rivista al mese. Pensate
solo a quanto materiale interessante si trova in internet tra siti, blog,
mercatini e quant'altro. Quando la sera preparo i post, quando conto le
tante visite giornaliere (ormai in media intorno alle 1200/1300), quando leggo
le tante email dei lettori, comprendo in toto la seconda grande motivazione che
tiene vivo Duecilindri.
La prima è ovviamente il mio
grande amore per le sportster e per la Bettina. Sottolineo ancora una
volta che il sottoscritto nella vita lavora (per fortuna!); non ho il tempo necessario
per scrivere veri e propri articoli, non ho delle schede tecniche di supporto
alle moto che pubblico; tutto è fatto d'istinto, con i pregi e i difetti del
caso.
Anzi oserei dire che l'aspetto
"casereccio" è spesso il punto di forza dei blog.
All'estero i blogger hanno fama di
essere critici, di avere la fortuna di poter dire quello che vogliono poichè liberi
da vincoli monetari (leggi pubblicità). Come si può scrivere che
la moto o l'accessorio di Caio non convince o ha un difetto se Caio stesso
compra spazi e/o pubblicità? Non è questione di onestà, è questione di
buon senso piuttosto; nessuno lo farebbe.
Per questo motivo, da oggi ho deciso
di sfruttare questa possibilità e di provare ad avere un approccio più critico
e consapevole.
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