19 lug 2017

Anniversary feat Andrea and Harley Davidson Bolzano







Oggi ho il piacere di presentarvi ANNIVERSARY, la sporty cafe racer di ANDREA alias il proprietario della short track trofeo che avete ammirato recentemente allo sportster meeting. Realizzata da H-D Bolzano con fatica e impegno su precise istruzioni del nostro. Ma partiamo dall'inizio di questa bella storia: il 1957 è l'anno di nascita dello sportster, il 1967 quello di Andrea, il 1977 l'anno in cui fu messa in produzione la mitica XLCR, il 1997 l'anno della moto base del progetto e infine il 2017 quello in cui viene realizzata Anniversary (che guarda caso coincide che le cinquanta candeline dell'owner). Quando si dice, farsi un regalo per il mezzo secolo! Per prima cosa bisogna trovare la moto da cui far partire il tutto; la scelta non poteva non cadere su un 1200S, la famosa quattro candele. . .  si passa alla ricerca del kit carrozza e cupolino.


...non riuscendo a trovare nulla della storica Mecatwin, tramite ANDREAS (alias Andy) di H-D Bozen ci siamo buttati prima sul mercato tedesco e poi su quello americano dove, dopo lunghe ricerche, abbiamo scovato questa piccola azienda che da decenni collabora con la Motor Co. per la creazione di parti in vetroresina per l'uso nelle competizioni e per qualche replica. Siamo riusciti, dopo molte insistenze, a farci fare un serbatoio, un codino e un cupolino mentre per il plexiglas è stata l'azienda stessa ad indicarci un produttore. Quando finalmente sono arrivati tutti i pezzi, erano di una perfezione assoluta: li avremmo potuti montare grezzi da quanto erano belli! 

Andreas, pur gestendo il progetto, mi affida ad un giovane, paziente e talentuoso meccanico, Dennis per risolvere tutti i problemi che incontriamo durante la realizzazione e l'assemblaggio. Ci siamo accorti ad esempio che il canotto anteriore del serbatoio (che appoggia sul telaio) era troppo lungo per la mia statura e quindi abbiamo dovuto tagliarne un pezzo non senza complicazioni. Risolto un problema eccone un altro: le doppie bobine, montato il nuovo serbatoio, non stavano più nella loro collocazione stock. Avremmo potute metterle sotto il regolatore, ma anche se impermeabili, erano troppo esposte: sul lato sinistro al posto del clacson non mi piacevano. ...che fare . . .



Finalmente l'idea . .  . decidiamo di nasconderle dietro la batteria creando un para spruzzi posteriore ad hoc. Infine la staffa dello scarico che toccava la cinghia; in questo caso abbiamo alzato un po' le sospensioni posteriori, modificato la staffa stessa e messo un rullo alza cinghia. Per il colore, ero indeciso su due tonalità Porsche . . . slate grey e irish green . .  .il nero l'ho escluso ancor prima di partire, troppo banale e scontato. . . . sostituite tutte le guarnizioni motore, tutti le tubazioni dei freni, rettificate le pinze freno, pulito con gli ultrasuoni il carburatore e dotato kit dyno Jet, l' Anniversary è finalmente pronta per la prova su strada. Il primo test drive è stato incredibile: la lunghezza del serbatoio obbliga a guidare con il baricentro spostato indietro, usando il corpo e i cambi di peso. . . . sono molto soddisfatto del risultato finale e a dirtela tutta, non avrei creduto venisse esattamente come la avevo in mente . . . 


Non avevo dubbi sul fatto che Andrea avrebbe realizzato una modified spettacolare. Anniversary attinge a piene mani dalla mitica sporty del 77 ma anche dalla cafe racer culture: una moto curatissima e credibilissima. Complimenti anche per la colorazione. Personalmente non sò se avrei avuto il coraggio di non farla nera. Un applauso anche al concessionario H-D Bozen: sulla fiancatina destra una dedica al team da parte del proprietario. Ovviamente questo gioiellino è stato già invitato nella zona dealer - officine del meeting 2018.



Stay tuned . . .



21 commenti:

  1. Bellissimo post, bellissima moto, bellissima replica ma non solo. Un lavoro curatissimo sotto ogni aspetto. È un peccato non esistano più kit simil mecatwin per gate delle cafe racer come questa. Gia possedendo la short track Andrea dimostra di capirne di belle sporty ora be ho conferma. Complimenti davvero. Tc

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  2. BELLISSIMA!
    Sul colore concordo con il blogger, anche se verde ci sta.
    Sarebbe stata bene anche gialla secondo me.
    marci

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  3. Mamma mia che bella!!!! E' da brividi. Sullo scarico forse avrei azzardato un siamese, ma probabilmente sarebbe stato un casino costruirlo.
    Grande!
    Giorgio

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  4. Per mio parere personale una delle più belle repliche con motore evo (in questo caso personalizzata) della mitica XLCR tanta roba!!!
    Apprezzo la scelta del colore (il nero ha stancato). È molto bello il fatto di tutte le date davvero una bella pensata e là derby cover del 50º tanta ma tanta roba!!!
    Unica cosa, io avrei verniciato tutto il motore in nero lasciando i coperchi delle aste cromati come era il motore della XRCR
    Forse anche i coperchi delle tesei ironhead style ci stavano bene, ma è un forse!!!
    Aspetto di vederla dal vivo!!!
    Michael

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  5. Davvero un lavoro incredibile!
    Bravo bravo bravo!!!
    C'è già il primo motivo per venire al meeting 2018
    Max

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  6. Complimenti davvero, ho anche io in mente la stessa trasformazione, attendo solo l'ispirazione.
    Ti sei fatto un bel regalo di compleanno!

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  7. Quando si prende ispirazione da un modello iconico del passato non si sbaglia mai (almeno sulla carta)...certo che poi realizzarlo in maniera credibile non è poi così facile. In questo caso obbiettivo raggiunto. Splendida sporty, bravi.
    Manuel

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  8. XLCR con motore evo? Verde? Senza scarichi siamesi? Mah, sinceramente non mi entusiasma...

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    1. Condivido il pensiero del Gate, passi per il motore evo ma il colore non mi piace e lo scarico pur bello non richiama neanche un pò l'originale...
      Gian Marco

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    2. Non vuole essere solo una replica, altrimenti avrebbe preso un vecchio ironhead da cui far partire il progetto. Credo che Andrea volesse una moto più recente ispirata alla mitica xlcr e non una pedissequa replica (altrimenti se la sarebbe potuta comprare credo). A me piace molto, ma molto! Ste

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    3. A me niente ma niente. De gustibus..

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  9. Grazie, il merito va allo Staff di H-D Bozen!! Non volevo una XLCR, volevo qualcosa con cui divertirmi veramente, ispirandomi a quell'iconico modello!
    Ho provato una XLCR 1977, è una moto estremamente impegnativa....... sicuramente molto carica di fascino, ma di complicato uso attuale!
    Andrea

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  10. Sicuramente i ragazzi di HD Bolzano hanno fatto un lavoro straordinario (davvero complimenti!!) ma alla base c'è stata un'idea fuori dal comune sotto ogni aspetto (colore compreso), dettata da una evidente e forte passione. Cosa dire: benvenuta Anniversary e tanti auguri Andrea! Chicco

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  11. La ricerca dei pezzi per organizzare il lavoro su questa replica è stato davvero paziente e minuzioso e tanto sudore ha prodotto davvero un bel risultato,mi piace compreso il colore sul quale applicherei una decal che richiama al numero sette che ricorre spesso nella storia di Andrea di anniversary e della mitica XLCR.

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  12. Complimenti per il lavoro svolto..purtroppo a me non piace proprio il modello d'ispirazione..XLCR mai piaciuta..gusto personale come sempre

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  13. Bellissima senza alcuna riserva. Forse non tutti riescono ad apprezzare una preparazione del genere. Il siamese non serve e l'evo ci sta tutto: forse solo il verde può essere oggetto di valutazione personale. Per tutto il resto una moto da lode.
    Giacomo

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  14. Bellissima, anche il colore è perfetto. E poi dallo scritto si vede quanta dedizione e passione c'è sotto...

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  15. Bellissima...senza se e senza ma....forse non tutti possono capire....nico

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  16. Non sono solito commentare ma a questo giro faccio uno strappo. Una preparazione che dimostra idee chiare e buon gusto. Il conte 66

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  17. Pura espressione di buon gusto.
    Il sapiente Andrea ha fatto bene ad allontanarsi dall'idea di "replica", che personalmente non amo.
    Andrea sei riuscito a mixare ispirazione e personalizzazione con il giusto dosaggio...bella l'idea del 50....metterò un progetto nel mirino anch'io...

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  18. S T U P E N D A . . .

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