30 ottobre 2018

Ho smesso di correre e ho iniziato a camminare


Testo di Il Nomade

Ho notato con piacere gli apprezzamenti ai miei scritti e ho letto con attenzione le critiche.

Alcuni mi hanno tacciato di banalità; la banalità per sua definizione dovrebbe essere una cosa scontata, ma ho vissuto sulla mia pelle che sono proprio le cose più semplici quelle di cui spesso ci dimentichiamo. Per questo ho cominciato il mio viaggio. Sono partito per ritrovare le emozioni essenziali, quelle emozioni che spesso si perdono strada facendo: per alcuni potrà sembrare banale ma per me sono l'essenza stessa della vita.

Dopo un incidente quasi mortale che mi ha costretto in ospedale per quasi due anni ho ribaltato la mia vita. Ho avuto tutto il tempo per farmi delle domande e cercare almeno qualche risposta. Nella vita ho sempre corso come un matto e non mi sono mai concesso il tempo per osservare il mondo dalla giusta prospettiva, per guardarmi dentro e trovare quello che veramente mi faceva stare bene.

Potrà sembrare scontato un paesaggio, un profumo, un incontro ma per me non lo è; o meglio non lo è più. La mia sporty, è il mezzo per vivere tutto questo al 100%. E anche se sta arrivando l'inverno e il freddo diminuirà drasticamente il tempo da trascorrere in sella, io non mi arrendoVestito di tutto punto, aprirò la porta del garage e toglierò la copertina alla moto. Forse non partirà al primo start e il rombo sarà diverso, quasi a volermi dire "ma sei pazzo, dove andiamo con questo freddo".

La ignorerò, ingranerò la prima e balzeremo insieme nella cortina di nebbia. La temperatura sarà bassa e l'unica cosa che il sole non lesinerà sarà la luce. Sciabolate di luce accecante, nonostante gli occhiali da sole, filtreranno tra gli alberi e regaleranno allegria al paesaggio. Metterò i chilometri uno davanti all'altro, passando tra borghi assonnati, dove le massaie sbattono i tappeti e i bambini ti osservano tappandosi le orecchie con le mani. Ci sarà gente che mi osserverà stupita dalle loro auto full optional con il riscaldamento a palla mentre un gruppo di anziani mi saluterà, forse, con un cenno del capo. Ricambierò con un colpo di clacson e continuerò per la mia strada maledicendo il vento freddo che riesce sempre a trovare uno spiraglio nel quale fare breccia. 

Fintanto che ci saranno persone che ancora sono disposte ad affrontare il gelo, la pioggia e ogni avversità, fintanto riusciremo a ritrovarci in quattro disgraziati, come me, intorno a un tavolo con un fiasco di vino e una mappa sul tavolo,  fintanto avremo questa possibilità, vorrà dire che qualche speranza di vivere decentemente ancora la abbiamo. Saranno il potere delle emozioni e l'amore per le cose semplici a mitigare l'amaro di un quotidiano che non ci appartiene fino in fondo.

Sarà tutto banale, ma è per questa ragione che ho smesso di correre e ho iniziato a camminare.




20 commenti:

  1. In effetti i primi scritti erano al limite dell'astratto. Ora noto con piacere che stai mettendo a fuoco quello che vuoi cercare di esprimere. Continua così.
    Marco883

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  2. Grazie sto solo cercando di trasmettere delle emozioni che possano portare un sorriso

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  3. non è tanto la "banalità" del contenuto. di per sè il messaggio di base è anche positivo.

    ma più che altro come è stato confezionato, soprattutto nei primi post, i più vecchi: era un elenco di luoghi comuni da raduno biker estivo, di quelli pieni di gente che si veste e si atteggia in un certo modo tanto per fare il personaggio, in mezzo a 1000 altri identici personaggi.

    ho notato anche io che comunque questo ultimo post risulta molto più pulito e concreto, senza tanti "condimenti".

    883Low

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  4. dovresti mettere la semplicità che cerchi nella vita anche nel modo di scrivere (che è poi l'unico modo di dialogare in un blog).
    altrimenti con i termini "evocativi" rischi di attrarre solo chi vuole atteggiarsi da biker per moda, tagliandoti via la fetta della gente veramente semplice e appassionata, che solitamente fugge da questi clichè da 4 soldi.

    883Low

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  5. Basta non se ne può più
    Giorgio

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    1. C'è a chi piace scrivere,
      a chi parlare,
      a chi ama andare in moto mentre ad altri sgommare con la propria quattro ruote ,
      a chi pensa di dover avere bisogno di altri per star bene , a chi , invece trova nel proprio io il miglior compagno di ventura,,,
      C'è chi necessita mettersi in mostra per accettare le proprie debolezze e chi delle proprie debolezze ha fatto un punto di forza per non dover mischiarsi a chiunque non ne sia degno...
      C'è , chi s'è fatto prendere oltremodo dalla tecnologia
      e chi la tecnologia preferisce prenderla a calci,,,
      Chi ama approfittare del momento a prescindere dal tempo che intercorre pur che sia di pelle e chi la pelle l'unica cosa che fa la indossa ...
      Insomma ognuno di noi naviga in questo mare, poche volte calmo ,
      le più in tempesta ,
      e prendendo le onde segue la propria stella tra milioni...
      Di stelle ce ne sono tante e a volte si rischia di girare a vuoto ma se hai imparato a legger bene le carte sono poche le volte che perderai la tua perché sempre brillerà più delle altre ...

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    2. Le stelle sono tante, milioni di milioni, la stella di Negroni, vuol dire qualità!
      Giorgio

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    3. Hai parlato di banalita le trovo ora nei tuoi commenti

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  6. QUESTA VOLTA POLLICE SU.

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    1. Ci sono cose che impari crescendo, una di queste è quelle di allontanare le persone che non aggiungono nulla alla tua vita, anzi, tolgono. Una volta aspettavo, pazientavo, facevo leva sul lato buono, perché tutti in fondo sono buoni, ecco, diciamo che impari a non aspettare il fondo, anche perché spesso l’unico fondo che raggiungi è il tuo. O mi fai stare bene, o sei fuori dalla mia vita, o comunque rimani ai margini, e vale per ogni tipo di relazione, dall’amicizia all’amore, alla passione, a tutto. Alcuni direbbero che sono diventato più stronzo, altri menefreghista, altri ancora intollerante, poco paziente, egoista o quello che volete, io dico solo che ho imparato ad amare di più me stesso; la vita è troppo breve per aspettare che le cose cambino, anche perché il più delle volte le cose non cambiano...

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  7. Un incidente quasi mortale ??
    Quasi sua anni di ospedale??
    Miseria Stefano chissà che brutta esperienza sicuramente sono cose che segnano..... Io in ospedale stavo scherzando dopo un mese per un malleolo e perone rotti figuriamoci !!!
    Comunque buona continuazione salutaci i borghi e occhio al gelo

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    1. Certo grazie ma quello che mi e’ successo mi ha dato la forza di cambiare vita

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  8. Ehi! U gotta do... Motherfucker!!!
    R'N'R'

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  9. Ciao Nomade. Io scrivo non per giudicare i tuoi pensieri o come li hai scritti, sono cose personali che nessuno dovrebbe giudicare. Scrivo per dirti che il fatto che tu hai scelto di rivedere i tuoi scritti e pensieri solo per conformarli a un blog tra i milioni che esistono nell'universo internet non ti rende onore. Se sei convinto che la strada che hai scelto sia quella giusta, seguila e basta. Non social-blog- izzarla.

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    1. Sono stato nell anonimato e voglio stare nell anonimato per due anni ho pensato solo al mio essere a crescere e trovare la mia strada ma e’ successa un altra cosa.Cominciando a star bene mi sono accorto della sofferenza nelle altre persone e ho cominciato a portare la mia esperienza come coraggio per un cambiamento nient altro.Per quello ho cercato di condividere la mia esperienza per far si che la gente per cambiare non arrivi ad affrontare uno schok come quello che ho subito io.grazie del tuo commento ne faro’ tesoro

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  10. Voglio banalizzare. Chi ama andare in moto lo fa ogni volta che può. Ogni occasione si prende al volo e il brutto tempo fa parte del gioco. Molte volte non è interessante la meta, ma il viaggio stesso. E se il viaggio lo condividi con chi ha la tua stessa passione, sarà ancora più bello.
    Ciao nomade, un bel post!

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    1. Grazie speriamo di condividere presto ancora della strada insieme

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