18 ottobre 2018

Ho scelto una sportster feat Il Nomade









Text by Il Nomade - Photo by Low Ride, Katy Vensi and SA


Spesso mi chiedono perchè HO SCELTO UNA SPORTSTER e l'origine di alcuni degli accessori su di essa montati. Ma partiamo dall'inizio: primo passo fondamentale per chi ha la moto nel sangue e’ procurarsi il mezzo giusto, quello che meglio si adatta alle proprie esigenze ma anche quello che rispecchia maggiormente la propria indole. 

Personalmente non ho mai avuto dubbiFin da ragazzo, ogni volta che vedevo una sportster nella mia città e ne sentivo il sound, subivo letteralmente una scarica di emozioni. 

Volevo una moto vecchia scuola, rigorosamente a carburatore (per una più facile manutenzione on the road) e con meno elettronica possibile (per il medesimo motivo). Ho seguito un unico principio: doveva essere il ferro più scomodo ma affidabile possibile. In questo modo, sarei stato costretto a percorrere solo strade secondarie e fare numerose soste, potendo osservare con la giusta attenzione paesaggi, persone e cose. La mia è una sporty del 1996 piena di particolari e di pezzi unici, fatti a mano da artisti incontrati lungo la strada. Il motore, che ad oggi ha superato i 250.000 km, gira che e’ una meraviglia ed è 1200 cc dotato di un carburatore S&S di un vecchio 1340.

Per aumentare la frenata ho montato pinze freno a 3 pistoni della Performance Machine. Le pedane in ottone sono state fatte da un amico col tornio e sono pezzi ricavati dal pieno mentre i comandi avanzati sono realizzati con la leva del cambio e il cavalletto sostituite da due chiavi inglesi saldate, perchè rotte durante una riparazione..

La bottiglietta a lato del serbatoio, serve per scandire il tempo che posso percorrere con un pieno, mentre le scritte che ricoprono quasi tutta la moto sono ricordi indelebili di artisti di tutta europa incontrati durante i miei viaggi. Volevo un mezzo affidabile ho scritto: in oltre 200.000 km ho avuto solo problemi di routine come la foratura di un pneumatico o la rottura della cinghia o della frizione. E' una moto essenziale: mi chiede solo un cambio olio ogni 6000 km e di stringere i bulloni una volta ogni tanto. 

Ovviamente la Mi Nina è in continua, costante, perenne evoluzione: altre chicche arriveranno a conferma che il mio viaggio non è ancora finito. 






10 commenti:

  1. Onestamente preferisco altri stili di personalizzazione, però complimenti per la ricerca dei particolari e per la scelta della sporty.
    Alex883

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  2. Be oltre al resto devo dire che i 250.000 km sono tanta roba !!
    E speriamo che tutti gli sporty siano altrettanto affidabili

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  3. Tutti gli sporty a carburazione se fai una piccola manutenzione costante sono affidabili in viaggio ho incontrato alla festa del faro in portogallo un ragazzo con uno sporty che aveva 980.000 km🤣🤣

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  4. finalmente un post del nomade con qualcosa di concreto :)
    complimenti per il chilometraggio.

    883Low

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  5. Grazie penso che quando arrivo a un milione di km cambiero’ la moto,un altro sporty del 1996 🤣🤣🤣

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  6. Una di quelle modified che escono dal concetto di bello o brutto. Troppo particolare per essere giudicata secondo gli schemi. Anche io ho apprezzato il testo concreto. MikaLo

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    1. Certo e’una parte di me cresciuta e cambiata in viaggio non e’stata fatta con un idea precisa scegliendo i pezzi o seguendo uno stile,grazie per il tuo commento

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  7. Un bel post finalmente a firma nomade.
    pascal883

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  8. Ciao e benvenuto nel club dei 250000 km ,anch'io sono possessore di uno sportster 883 custom anno 2005 con all'attivo 256000 km.

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